Il ministero dei Beni culturali, guidato da Sandro Bondi, ha già smentito con una secca nota lo scorso 26 novembre di aver mai pagato viaggio e ospitalità a Michelle Bonev e alla sua «delegazione» di quaranta ospiti in laguna. Ma ora si è mosso anche il procuratore regionale della Corte dei Conti Carmine Scarano per capire chi abbia saldato i circa 400 mila euro spesi per portare alla Mostra del Cinema di Venezia l'attrice e produttrice bulgara: un'«amica molto cara a Berlusconi, secondo il ministro della Cultura di Sofia, premiata con l'«Action for Women» per il suo film «Goodbye mama». Scarano non ha ancora formalmente aperto un fascicolo, ma ha già preso contatto con i colleghi romani e disposto accertamenti per verificare se ci sia stato un esborso ingiustificato sulla vicenda. Ovviamente la procura regionale di Venezia sarebbe competente solo nel caso in cui la spesa sia avvenuta in laguna. In particolare l'obiettivo è quello di capire se a pagare il conto di cene e hotel sia stata la Biennale, anche se di solito l'ente culturale si fa carico solamente delle spese relative ai film inseriti nel programma ufficiale. «Goodbye mama» fu proposto in sala Pasinetti il 3 settembre scorso, alla presenza dei vertici del ministero: in occasione del 6oesimo anniversario della Convenzione europea dei diritti dell'uomo si era deciso di consegnare il premio speciale al produttore e al regista del film, coprodotto dall'Italia. Un invito e un premio finiti nei giorni scorsi nel mirino come creati ad hoc per compiacere il premier. E proprio ieri è emerso anche che il film sarebbe stato pure finanziato con un milione di euro da Rai Cinema, che ne ha acquisito i diritti nel 2009. Era invece stato bocciata la richiesta di finanziamento ministeriale nel 2008. «La Bonev dopo aver ridotto un suo romanzo, si espone anche davanti all'obiettivo praticamente nella parte di se stessa. La scommessa è rischiosa - si leggeva nella motivazione - Un budget sovradimensionato e fuori dallo spirito delle opere prime concorre nell'insieme ad iscrivere questo progetto di coproduzione tra i non eletti in quanto superato da altri più meritevoli».