Il capo del Palazzo di giustizia di Torre Annunziata: tempi lunghi per l'inchiesta TORRE ANNUNZIATA. «La procura non era stata avvisata del crollo avvenuto nella notte: l'abbiamo scoperto quasi per caso grazie al sopralluogo compiuto con i militari in mattinata, nell'ambito dell'inchiesta avviata sul crollo alla Domus dei gladiatori. Per adesso non abbiamo potuto far altro che circoscrivere l'area e ascoltare i testimoni, compreso il capo dell'ufficio tecnico della Soprintendenza». Diego Marmo, capo della procura di Torre Annunziata che indaga sulla gestione del patrimonio archeologico di Pompei, non nasconde le sue perplessità: «Se nonostante la grande attenzione mediatica di questi giorni - riflette - a noi non erano arrivate segnalazioni, devo immaginare che in passato altrettanto sia avvenuto per chissà quanti altri episodi simili». Procuratore, pensa che i crolli delle ultime settimane siano solo la punta dell'iceberg? «È possibile. Quel che è certo è che dell'ultimo crollo, il custode di turno aveva lasciato una segnalazione scritta sul registro già alle otto di mattina. Ma quando siamo arrivati noi, qualche ora dopo, nessuno ci ha detto nulla. Per questo motivo abbiamo sequestrato il registro delle segnalazioni e tutti i brogliacci dei custodi: dobbiamo capire se in passato ci sono stati altri cedimenti di cui non ci è giunta notizia. È fondamentale fare luce su circostanze del genere per capire l'intera evoluzione della vicenda». Ma il primo crollo, quello più grave della Domus del Gladiatori, risale ormai a un mese fa. Avete un'idea più chiara sull'accaduto? «Stiamo ascoltando diverse persone da alcuni giorni. In questa fase stiamo ascoltando soprattutto tecnici che ci possano indirizzare sul lavoro di ricostruzione. Proprio sfruttando spunti e indicazioni emersi nel corso delle audizioni abbiamo deciso di acquisire la documentazione che abbiamo sequestrato ieri mattina. Poi, visto il nuovo cedimento, abbiamo acquisito anche i documenti relativi alla nuova domus colpita dal crollo. Ci sono molte carte da studiare, sarà un lavoro lungo». Quando ascolterete i dirigenti? «Dopo i tecnici sarà il turno dei dirigenti della Soprintendenza. Proprio Il Mattino ha riportato le posizioni discordanti dell'ex soprintendente Guzzo e dell'ex commissario Fiore: sicuramente li interrogheremo entrambi anche se al momento non abbiamo ancora deciso quando». Ci sono indagati? Avete deciso su quali ipotesi di reato procedere? «E' troppo presto. Per quanto ne sappiamo adesso, la colpa di questi crolli può essere indifferentemente di Giulio Cesare o di irregolarità nella gestione».
Pompei. Il sospetto: in passato altri cedimenti mai segnalati all'autorità giudiziaria
La procura di Torre Annunziata sta indagando sulla gestione del patrimonio archeologico di Pompei, in particolare sui crolli avvenuti nella notte del 24 agosto. Il capo della procura, Diego Marmo, ha espresso perplessità sulla gestione del patrimonio archeologico e ha affermato che i crolli potrebbero essere solo la punta dell'iceberg. La procura ha sequestrato il registro delle segnalazioni e i brogliacci dei custodi, e sta ascoltando testimoni, tecnici e dirigenti della Soprintendenza. Non è ancora stato deciso chi sia l'indagato, ma si sta lavorando su ipotesi di reato.
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