Inquirenti per ore in Soprintendenza. L'ira dell'assessore De Mita e del sindaco: il governo si muova POMPEI. L'antica città romana continua a sgretolarsi sotto gli occhi del mondo e nel giorno delle verifiche del pool di esperti incaricati dal procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Diego Marmo. La segnalazione del crollo è stata trasmessa alle otto di ieri da un custode, Giuseppe Longobardi, che ha avvertito telefonicamente il coordinatore della vigilanza Egidio Iovane di aver rilevato «il crollo di un muro di contenimento antico della Casa del Moralista». L'ennesimo crollo ha anticipato di qualche ora i carabinieri, che hanno sequestrato il registro dove vengono riportate le segnalazioni fatte dai custodi. Sopravvissuta al terremoto del 62 dopo Cristo, alla furia del Vesuvio del 79 dopo Cristo, a circa duemila annidi sepoltura, a 250 anni di intemperie, ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, Pompei sembra non resistere all'incuria dell'uomo. Secondo gli esperti della soprintendenza la struttura ceduta non è di valore storico-archeologico. Questo minimizzare i danni, però, non basta a placare gli animi accesi del vicegovematore della Regione Giuseppe De Mita e del sindaco Claudio D'Alessio che chiedono al ministro Bondi «meno immobilismo». «Pur aderendo all'invito di quanti chiedono di evitare inutili allarmismi sul nuovo crollo di Pompei - sottolinea l'assessore De Mita - ci ritroviamo a dover chiedere al ministero per i Beni Culturali un'azione più efficace e concreta. Riteniamo scaduti i tempi di attesa e attendiamo una reazione che sia proporzionata all'importanza che Pompei ha per la Campania e per l'intero sistema dei Beni Culturali del Paese». Dal primo cittadino della città che conta sei milioni di visitatori, tra turisti e pellegrini, giungono chiari segnali di preoccupazione.' Nonostante tutta l'attenzione finora annunciata - dice il sindaco Claudio D'Alessio - siamo, di nuovo, costretti a discutere di crolli. Questo dimostra che finora nulla o poco è stato fatto per garantire questo immenso patrimonio». Il sindaco lancia un appello al presidente Giorgio Napolitano, «l'unico che davvero ha dimostrato di avere a cuore le sorti degli scavi, affinché intervenga, dall'alto della sua carica e delle sue funzioni, per garantire uno dei più grandi siti archeologici del mondo. Il crollo della Schola Armaturarum - continua D'Alessio - avrebbe dovuto innescare un pronto intervento da parte del governo. Un intervento che, come dimostra il cedimento di oggi, non c'è stato. C'è bisogno di interventi concreti che mettano fine alla politica delle chiacchiere». Un altro crollo annunciato secondo quanto afferma Antonio Pepe, segretario della Cisl. «Purtroppo anche questa volta si tratta di un crollo prevedibile, come per qualsiasi muro o edificio posto sul lato nord di Via dell'Abbondanza che va dal quadrivio di Olconio a Porta di Sarno, versante in cui vi è il terrapieno che custodisce gli altri 22 ettari della città antica ancora da scavare, e che con le piogge si gonfia». Renato Petra, coordinatore nazionale Ugl-Intesa, parla di una «politica delle toppe». «Certo, i fondi sono pochi - afferma Petra - ma quando i soldi c'erano non venivano spesi. Credo che bisogna fare chiarezza sugli ultimi dieci anni di gestione, che ha visto qualche risultato solo grazie ai due commissariamenti. Oggi - continua Petra - il rischio è che la questione Pompei, invece di produrre soluzioni, produca i soliti ispettori, i soliti comitati e commissioni ministeriali con i soliti funzionari che gestivano Pompei prima del disastro. Di questo passo il fallimento appare evidente e non ci sembra così insensato pensare a una tutela della Comunità Europea». Per Gianfranco Cerasoli, segretario nazionale della Uil, occorre subito «un soprintendente a tempo pieno» e «lavori di messa in sicurezza che avrebbe dovuto fare il commissario».
Pompei. Il nuovo crollo nel giorno del blitz della Procura
In Pompei, un altro crollo di un muro di contenimento antico è stato segnalato. Il custode Giuseppe Longobardi ha avvertito il coordinatore della vigilanza Egidio Iovane di un crollo di un muro della Casa del Moralista. I carabinieri hanno sequestrato il registro delle segnalazioni dei custodi. Gli esperti della soprintendenza hanno affermato che la struttura ceduta non è di valore storico-archeologico. L'assessore De Mita e il sindaco D'Alessio hanno chiesto al ministro Bondi di agire più rapidamente per evitare inutili allarmismi. Il sindaco ha lanciato un appello al presidente Napolitano per garantire uno dei più grandi siti archeologici del mondo.
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