L'opposizione: non ha fatto nulla Il ministro: tutto sotto controllo Il Pd torna a chiedere la sfiducia Casini una metafora del Paese «Evita i contrasti e rinvia i litigi se puoi». E una delle frasi scritte all'interno della sala del triclinio, a cui la Casa del Moralista deve il suo nome, che oggi suona più che beffardo. Perché il crollo all'interno della Domus è il terreno dell'ennesimo scontro politico in cui finisce anche la nuova compagna del ministro. Ad un Bondi che continua a minimizzare quanto sta accadendo agli Scavi - «Occorre evitare ogni inutile allarmismo. La situazione a Pompei è continuamente monitorata dalla Soprintendenza: il cedimento non ha coinvolto alcun manufatto di pregio storico, artistico o archeologico - il presidente del Gruppo Idv al Senato, Felice Belisario risponde di andare «con la sua famiglia allargata» «a puntellare i monumenti di Pompei, prima che si verifichino altri crolli». «Si puntelli il cervello» la replica di Manuela Repetti, deputata Pdl e compagna del ministro, «il poeta di Arcore» di cui Belisario vuole al più presto la sfiducia rinfacciandogli «di occuparsi di misconosciute starlette amiche del premier» più che della vera cultura. Dall'opposizione tuonano contro il ministro anche il segretario del prcFederazione della Sinistra Paolo Ferrero - «L'ennesimo crollo a Pompei è l'allegoria di questo governo che porta alla rovina il patrimonio culturale e l'istruzione di questo Paese» - e i parlamentari del Pd Luisa Bossa, Andrea Marcucci - «Bondi prenda atto dei risultati ottenuti con la sua gestione e ne tragga le dovute conseguenze» - e Vaccaro - «I commenti del ministro sul crollo rappresentano l'ennesima prova di irresponsabile superficialità». «Noi sfiduciamo il governo, è quello il primo appuntamento» dichiara invece il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini per il quale anche se non è «colpa di Bondi se Pompei continua a cadere a pezzi, questi crolli sono la metafora dello stato in cui versano i beni culturali nel nostro paese». Dal suo stesso partito, anche l'assessore al Turismo della Regione Campania Giuseppe De Mita chiede al ministro «un'azione più efficace concreta». Rivolge invece un appello a Napolitano il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio dopo aver constatato che, dopo il crollo della Schola, purtroppo nulla è stato fatto per gli Scavi. Contro il ministro Bondi anche gli studiosi. «Non ne possiamo più di esperti, commissioni e commissari» supplica la presidente della Conferenza Italiana Archeologi Giorgia Leoni, mentre Tsao Cevoli, presidente dell'associazione nazionale archeologi lancia l'allarme sul rischio per tutta la zona di Via dell'Abbondanza e accusa di incapacità a gestire la vera emergenza il ministro. Infine, dagli studenti napoletani una provocazione: 50 euro per il restauro degli Scavi.