Tanti colleghi hanno fatto ben peggio di lui, che oggi paga per tutti Consiglio al ministro Sandro Bondi: senatore, si compri un cornetto portafortuna. Gli esperti dicono che deve essere di corallo, con la punta spezzata. Un bel cornetto, altrimenti qui ci rimettiamo l'intera Pompei. E forse pure Ercolano. Eccellentissimo ministro, ma lei si rende conto? Un altro crollo. Prima la Casa dei Gladiatori. Poi, a una ventina di metri e a non molti giorni di distanza, il muro perimetrale della Casa del Moralista, venuto giù, complice la grande pioggia, proprio come fosse un muro molto antico. Abbiamo fatto il bis, a Pompei, per la gioia dell'opposizione e la tragedia dell'Italia. E due crolli sono due crolli. Passi per il primo. Ci sforziamo e chiudiamo un occhio. Il secondo, però, insospettisce, e non solo per quanto riguarda lo stato delle antiche rovine. Sicuro, ministro, che la iella non c'entri e che il cornetto (di corallo, mi raccomando) non serva? Proprio certo che per evitare nuovi crolli basti dire che la situazione è continuamente monitorata e che gli allarmismi sono inutili? Ministro, ragioniamo. Per duemila anni, laggiù è successo di tutto. Si cominciò con i lapilli e la cenere e si finì con i cani randagi che vagavano per gli scavi. Dopo l'eruzione era arrivato l'inondazione di pipì (e anche di altro). C'erano due custodi per ogni cane. C'era, e c'è, molta spazzatura disseminata un po' ovunque. E nessuno fiatava. I cani non abbaiavano: si limitavano a rovistare nell'immondizia. C'era un bel traffico di anfore e capitelli, schegge di affreschi, frammenti vari che sparivano dalla sera alla mattina Scrisse Repubblica, che oggi ce l'ha con lei, eccellentissimo ministro: «Ogni anno spariscono carrettate di anfore, con punte sospette in coincidenza delle vertenze sindacali». Tutti continuavano a non fiatare, ministri compresi. I cani, sempre silenziosi, continuavano a rovistare nell'immondizia. C'erano muri che si sgretolavano, affreschi che andavano in malora. Transenne, strade chiuse, ponte . Pompei sembrava Roma, quella moderna, però, quella dei brillanti assessori che si mettono in testa di fare i lavori stradali nei mesi e nelle ore di punta. I giornali scrivevano, facevano reportage, si indignavano. I ministri leggevano e non intervenivano. I cani, come sempre, muti pisciavano sulle antiche pietre che tutto il mondo ci invidia. Ministro Bondi, facciamo un calcolo: in tanti anni di abbandono, quanti suoi colleghi hanno poggiato l'onorevole sedere sulla sua stessa poltrona? E quanti onorevoli sederi sono riusciti a sfuggire alla gogna e allo sfratto? Dieci? Venti? Trenta? Molti ministri. Accusati, e mai lapidati. Erano colpevoli, e se la sono cavati con qualche buffetto. Poi arriva il senatore Bondi, il poeta Bondi, il berlusconiano di ferro, ferro vero, resistente, mica come le pietre di Pompei. E patapunfete: in pochi giorni due crolli. E che miseria, ministro mio: se questa non è iella, come dobbiamo chiamarla? Sfortuna? Disgrazia? Sfiga? Ministro, qui non basta un semplice cornetto. Qui ci vuole un cornetto super, di corallo, con la punta spezzata e pure con il gobbo di accompagnamento. Pensi, ministro: la mozione parlamentare di sfiducia nei suoi confronti si sarebbe dovuta discutere in questi giorni. Poi, causa slittamento del ddl università, anche la sua sorte ministeriale è slittata. E lei si ritrova con una singola mozione e due crolli sulle spalle. Se il muro avesse retto per due o tre settimane ancora, se il cielo non avesse deciso di scaricare proprio ora tutta quest'acqua, se la fortuna le avesse dato un indice o un mignolo (non una mano, sarebbe bastato un solo dito), per lei sarebbe stato tutto più semplice. Invece no: crollo bis. E ora chi la mantiene l'opposizione? L'ha sentito Felice Belisario, senatore presidente del Gruppo Italia dei Valori? Ha detto: «A questo punto, Bondi e la sua famiglia allargata vadano a puntellare i monumenti di Pompei, prima che si verifichino altri crolli». Felicetto dei Valori è incavolato nero. E tira in ballo pure la famiglia, scambiandola per un pilastro. Supponta, dicono a Napoli, da non confondersi con supposta. Vuol dire sostegno. Felicetto, sempre lui, vorrebbe che lei puntellasse anni e anni, decenni di incuria E che lo facesse solo con l'aiuto della sua famiglia, sia pure allargata. Ministro, ha capito? L'opposizione la chiama ad un'opera faraonica, un impegno colossale, a ogni passo un muro pronto a crollare. E lei non può sperare sempre nella buona stella di Silvio Berlusconi. Si può vivere, ministro Bondi, di gloria riflessa, la fortuna o uno ce l'ha in proprio oppure non ce l'ha. Urge efficace rimedio anti-iella. Quanto alla competenza, figuriamoci: in Italia, e non per colpa sua, è un optional. Abbiamo sopportato tanti ministri incapaci. Sopporteremo anche un ministro sfortunato. Lei, però, ci aiuti. Compri il benedetto cornetto. In bocca al lupo, ministro.
Pompei. Due crolli in trecento anni. Bondi è il ministro della iella
Il ministro Sandro Bondi è stato criticato per i due crolli avvenuti a Pompei, che hanno causato danni alle antiche rovine. L'opposizione lo accusa di essere inadeguato e di non aver fatto abbastanza per prevenire i crolli. Il senatore Felice Belisario ha chiesto che Bondi e la sua famiglia puntellino i monumenti di Pompei per evitare altri crolli. Il ministro è stato invitato a comprare un cornetto di corallo con la punta spezzata per evitare nuovi crolli. L'opposizione lo chiama ad un'opera faraonica per evitare altri danni alle rovine. Il ministro è stato criticato per la sua competenza, che è considerata un optional in Italia.
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