Nuovo episodio dopo quello della Scuola dei Gladiatori. Inchiesta dei pm Interviene il ministro. La sovrintendenza: muro del dopoguerra La Domus era stata restaurata due anni fa: i lavori sono costati 450 mila euro POMPEI È crollato un nuovo muro a Pompei. La parete del Viridarium nella Casa del Moralista si è frantumata in piccoli pezzi. L'allarme è stato dato ieri mattina. I terrazzamenti del costone inzuppati di pioggia hanno premuto, implacabilmente, su questo muro antico. E' successo di nuovo in via dell'Abbondanza, una delle arterie principali della Pompei che fu. E' successo vicino alla Schola Armaturarum che venne giù il 6 novembre scorso. Ma non così vicino da giustificare un crollo per contagio. La nuova frantumazione degli scavi è un danno a sé. Completamente autonomo. Decisamente inspiegabile, visto che la Domus del Moralista era stata ristrutturata molto di recente. Un lavoro durato due anni e terminato due anni fa, costato 450 mila euro. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi butta acqua sul fuoco. Deciso: «Evitiamo allarmismi, la situazione a Pompei è continuamente monitorata dalla soprintendenza», dice il ministro, sebbene di quella parete del Viridarium della Casa del Moralista nessuno si è accorto quando è venuta giù. Il crollo infatti non sarebbe avvenuto ieri mattina Anche dalla soprintendenza di Napoli e Pompei cercano di buttare acqua sul fuoco. «Quello che è crollato era un muro grezzo, completamente ricostruito dopo le bombe della Seconda guerra mondiale», dice una nota firmata anonimamente dall'ufficio stampa della soprintendenza. Una versione contrastata da più parti. Pure da Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio patrimonio culturale della Campania: «Quel muro nella parte bassa aveva intonaci decorati. Era un muro d'epoca parzialmente ricostruito, come tante strutture a Pompei». Era il muro di una casa lungo almeno dieci metri. Poco dopo, invece, è stata la soprintendente in carica ad usare per la salute degli scavi toni catastrofistici: «Viviamo in un'emergenza continua, Pompei è una città fragile e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio». Jeanette Papadopoulos è soprintendente a Pompei da nemmeno due mesi e sta già per lasciare il suo incarico, il prossimo 3 dicembre. E' andata così la gestione di Pompei negli ultimi anni. Soprintendenti che si sono susseguiti per periodi brevi o brevissimi. Ieri negli uffici della Soprintendenza di Pompei sono arrivati i carabinieri di Torre Annunziata. Hanno sequestrato montagne di documenti gli uomini dell'Arma rimasti quasi tutta la giornata di ieri a ridosso degli scavi. Gare di appalti, circolari, note e brogliacci: tutto quanto può essere utile a ricostruire l'operato e la gestione durante questi anni I carabinieri hanno anche sequestrato li muro della Casa del Moralista, così come avevano già fatto con la Schola Armaturarum e con l'altro muro venuto giù negli stessi giorni in vicolo dell'Ifigenia. Adesso a passare davanti a questo tratto di via dell'Abbondanza è tutto un cumulo di macerie, puntelli, buche. Una gran tristezza. Dice Antonio Varone, direttore degli scavi di Pompei: «Dobbiamo stare tranquilli, la Casa del Moralista non è a rischio crollo». Ma a rischio di crolli sono molte altre strutture. «Le stiamo monitorando con i nostri aerei in collaborazione con l'Università di Napoli», dice Camillo Passalacqua colonnello della Guardia di Finanza «Intanto il ministro Bondi si sta dando da fare per mettere su a Pompei una Fondazione di diritto privato invece che provvedere alla sicurezza», denuncia in una nota la UIL. La riunione per la Fondazione dovrebbe svolgersi domani al Mibac con il presidente della Regione Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il direttore generale del Mibac Mario Resca, il capo di gabinetto Stefano Nastasi, il segretario generale Roberto Cecchi e il notaio Enrico Bellezza.