Bondi: nessun premio patacca. Quello alla Bonev era nel catalogo «Sul figlio e l'ex marito della mia compagna solo fango» ROMA Ministro Bondi, un nuovo crollo a Pompei. La situazione sembra fuori controllo. Cosa sta accadendo? «Non è un crollo ma il cedimento di un tratto di muro in tufo e calcare già distrutto nei bombardamenti angloamericani del '43. Il tratto è un rifacimento del dopoguerra. Per la soprintendenza il cedimento è dovuto alle recenti piogge. Per oggi ho convocato una prima riunione, con i presidenti della Regione Campania Stefano Caldoro e della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, per la costituzione di una Fondazione che gestirà e valorizzerà il sito di Pompei con enti locali e istituzioni private, come il Museo Egizio di Torino». Ma il crollo di Pompei si aggiunge ad altri «crolli», come il caso Dragomira. Lo sa che la Rai ordinò a Rai Cinema di versare un milione di euro per Goodbye Mama? «Mi limito ad occuparmi dei crolli di cui sono a conoscenza. E Pompei da settembre 2003 a febbraio 2010 è stata interessata da ben 16 crolli. Come vede i crolli non avvengono solo quando c'è la destra al governo». A proposito di Michelle Bonev, come spiega il premio speciale consegnato da Mara Carfagna all'attrice? II lungometraggio non era inserito nel programma ufficiale e quel premio è destinato ai cortometraggi... Lo hanno definito un premio patacca. E' vero che lei chiese al direttore generale per il cinema, Nicola Borrelli, di «inventare un premio» per la Bonev? «II premio è nel catalogo della 67esima Mostra internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che viene chiuso in tipografia i primi giorni di agosto. Difficile sostenere che il riconoscimento speciale nel contesto di "Action for Women", promossa dalla Camera dei Deputati e dal Consiglio d'Europa, non fosse nel programma ufficiale. Per il resto, non sono solito ordinare alcunché ai direttori generali del Ministero. Non l'ho mai fatto in questi due anni e mezzo». Chi ha pagato l'ospitalità a Venezia per le 32 persone dello staff del film? "Michelle Bonev ha dichiarato che è stata la società italiana Romantica Entertainment srl e ha aggiunto che "dopo aver ricevuto l'invito a ritirare un premio per il film Goodbye Mama da lei scritto, diretto e prodotto, ha ritenuto di condividerlo con il suo paese, la Bulgaria, sostenendo tutte le spese relative alla partecipazione bulgara all'evento". Quindi per me la questione è chiusa». Cosa dice dei 25 mila euro stornati dai fondi Fus del ministero e destinati al signor Roberto Indaco, ex marito della sua compagna Manuela Repetti per una consulenza «teatro e moda»? E per il posto che ora occupa Fabrizio Indaco, loro figlio? «Anche qui la verità è stata distorta. Sono particolarmente amareggiato per la sofferenza causata alla mia compagna. Per il figlio di Manuela, si tratta di un lavoro interinale a tempo determinato presso una Fondazione che ha una sua autonomia amministrativa e non dipende dal Ministero. E' vergognoso che si sia parlato in modo scorretto di una vicenda che riguarda un giovane che lavora per mantenersi gli studi. Su Roberto Indaco posso solo dire che ho ritenuto di autorizzare una consulenza, modestissima, ad una persona che ne aveva necessità, come avrei potuto darla e come l'ho riconosciuta a qualsiasi altra persona con i requisiti per averla. Anche qui si è gettato fango ingiustamente: nessuno ha commesso alcun illecito». Oggi si deciderà la data per la mozione di sfiducia contro di lei. Cosa prova? «Non sono così cinico da non sentirmi ferito da una iniziativa parlamentare così forte sul piano politico e dirompente sul piano personale. Dario Franceschini ha spiegato che si tratta di una mina per far esplodere le contraddizioni della maggioranza. Non dubito che sia così, ma non c'entra nulla né con la cultura né con Pompei. E solo un ulteriore segno dell'abbrutimento della politica in Italia, e non è la prima volta che la sinistra se la prende con persone per bene». Da coordinatore del Pdl, pensa che il governo otterrà la fiducia? « Mi auguro che il governo otterrà la fiducia. In un momento come questo deve prevalere da parte di tutte le forze politiche un acuto senso di responsabilità verso il Paese. In una tormenta economica così delicata che coinvolge l'Europa, e che finora il governo ha affrontato con saggezza grazie alla credibilità di un ministro come Tremonti e all'autorevolezza del presidente del Consiglio, l'Italia di tutto ha bisogno meno che di una crisi al buio».