Le risorse non mancano, vanno spese meglio Non devo sforbiciare ma reingegnerizzare questo settore Bisogna cominciare a trovare canali alternativi non limitarsi agli aiuti garantiti che arrivano dalla Regione Per la prima volta il numero delle tessere è diminuito complice il taglio ai grandi eventi «Considero la cultura un pezzo del Pil nazionale e regionale importante. Il taglio delle risorse certamente mi preoccupa, ma una gestione efficace ed efficiente non dovrebbe penalizzare la qualità dellofferta culturale». Maria Virginia Tiraboschi, neo direttore della Cultura e del Turismo alla Regione Piemonte, con nomina biennale, ha fatto ieri la prima uscita in pubblico, in occasione della presentazione dellAbbonamento Musei 2011. Una laurea in Economia e diverse esperienze tra i Comuni di Ivrea e di Torino (dove ha diretto fino a ottobre il settore Ict), sembra non avere dubbi: «Mi occupo di cultura, ma non è questo il mio campo. In quanto ai numeri, so di saperli leggere e anche bene. Mi convocano in genere quando un nuovo corso deve partire e cè bisogno di ottimizzare i costi. Ebbene, non credo che le risorse manchino, vanno solo spese meglio». Dottoressa Tiraboschi, è stata chiamata per tagliare i costi della cultura? «No, non è così. Credo però che si debba puntare sulla reingegnerizzazione del settore». Ovvero? «Intendo dire che si deve valorizzare il prodotto culturale dandogli quel taglio imprenditoriale che il turismo ha già acquisito e inserendolo in un discorso di sistema. Proprio come succede per lAbbonamento Musei che si è presentato oggi (ieri per chi legge ndr): mi pare un esempio da seguire, anche perché ha una regia centralizzata». Altri sistemi che dovevano partire, come il circuito delle Residenze sabaude, non sono mai decollati. Cè qualche speranza per il futuro, anche in unottica di turismo? «È vero, il circuito delle regge non è ancora nato, né si è risolto in tale direzione il problema dei trasporti e delle infrastrutture. Proprio lassessore Alberto Cirio mi diceva che vorrebbe mettere in rete, oltre alla residenze, i castelli piemontesi: sarà un argomento da trattare. Ora si sta lavorando alla ridefinizione delle convenzioni in scadenza con musei, teatri, fondazioni. Stiamo improntando il lavoro a un controllo sulle somme che trasferiamo, affinché si possa concordare lattività di promozione a cui la Regione intende concorrere. Vorremmo partecipare sempre meno alle spese di gestione, che devono essere razionalizzate, e sempre più alla promozione, o meglio alla valorizzazione». Dunque lei concorda con la tesi dellassessore Coppola, che la cultura debba camminare sulle proprie gambe. Ha una ricetta? «Le faccio ancora due esempi, il Museo del Barolo da poco inaugurato nelle Langhe e quello della Ceramica di Mondovì, che aprirà fra due settimane. Ebbene, si è già parlato con i rispettivi presidenti, si dovranno coinvolgere gli attori del territorio e trovare finanziamenti dai comuni limitrofi oppure dagli sponsor. Bisogna trovare canali alternativi, non limitarsi agli aiuti garantiti che arrivano dalla Regione. Noi possiamo anche venire in aiuto, per carità: se si corre la maratona, interveniamo allultimo miglio. Ma non vogliamo più sobbarcarci le spese di gestione e manutenzione ordinaria, occorrerà fare delle scelte». Non si rischia di burocratizzare la cultura? «Assolutamente no, se si razionalizzano i costi si ottiene un corretto impiego delle risorse. È vero, ci sono stati dei tagli generalizzati sul 20-30 per cento, ma lamministrazione entrante non poteva fare diversamente. Dal prossimo anno, con una conoscenza più approfondita dellofferta culturale, potremo ragionare in termini diversi, operando delle scelte. Privilegeremo insomma allinterno di ogni realtà chi è disposto a seguire il nostro discorso generale. Comunque a me piace la sfida, in prospettiva posso dire che il 2011 sarà lanno dellottimizzazione delle risorse, per il 2012 si vedrà».