Un evento molto simile a quello della palestra dei Gladiatori NAPOLI. Un altro crollo tra gli Scavi di Pompei a pochi metri dalla Schola Armaturarum venuta giù meno di un mese fa. A sbriciolarsi stavolta è stato il muretto retrostante la Casa dei Moralisti (foto), che invece non ha subito danni. Un pezzo non pregiato quel muretto, fa sapere la soprintendenza. Il ministro Bondi invita a non fare allarmismi mentre l'opposizione torna a chiedere le sue dimissioni. E' accaduto di notte, come nel precedente crollo, e come allora la causa è attribuita alla pioggia. Se ne è accorto un custode alle 7 del mattino. L'area ora è sotto sequestro e la procura dovrà accertare a quando risale il cedimento visto che la casa del Moralista è sempre stata chiusa al pubblico e non è escluso che possa essere avvenuto da giorni. I carabinieri hanno sequestrato il registro dei custodi degli Scavi in relazione al precedente crollo del 6 novembre: c'è il sospetto che un cedimento fosse stato già annotato qualche giorno prima. Il muretto era stato ricostruito al termine della Seconda Guerra mondiale dopo che quello originale era stato danneggiato dai bombardamenti. L'obiettivo degli investigatori è ricostruire anche la gestione recente degli scavi e verificare la correttezza degli interventi strutturali. Il crollo di ieri appare comunque molto simile a quello che ha determinato nelle scorse settimane il cedimento del tetto della Schola Armaturarum. La sovrintendenza ha spiegato che «il manufatto, un pezzo di un muro più ampio, lungo circa sei metri per 60-70 centimetri di altezza, era protetto da una staccionata di legno a contenimento del terrapieno che preme alle spalle, e che si è ingrossato verosimilmente a causa delle forti piogge di questi giorni». Il muretto era stato eretto con la stessa pietra pomice del 79 d.C. e mescolato a malta e cemento. Per la soprintendenza si tratta di un muro grezzo, già ricostruito nel dopoguerra dopo che quello originale era andato completamente distrutto anche se il soprintendente degli Scavi Jeannet Papadopulos, dopo aver compiuto un sopralluogo sul luogo del cedimento, ha voluto lanciare un nuovo allarme. «Pompei è una città fragile e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio. I muri sono precari, questo che è crollato oggi era già stato rifatto dopo la seconda guerra mondiale, ed è venuto giù nonostante avesse alle sue spalle una staccionata di contenimento». L'eco delle sue parole arriva a Roma, nelle stanza del ministero. «Occorre circostanziare con prudenza l'accaduto ed evitare ogni inutile allarmismo» ha commentato il ministro Bondi. Le opposizioni sono tornate a chieder la sua testa. «Pompei continua a crollare, eppure Bondi non si muove, sarebbe quantomeno doveroso da parte del ministro rassegnare immediatamente le dimissioni» ha accusato l'ex ministro Giovanna Melandri.
TOSCANA - A Pompei crolla un altro muro. Cede parte della casa del Moralista. Bondi: basta inutili allarmismi
A Pompei, un altro crollo di mura è avvenuto, simile a quello della Schola Armaturarum. Il muretto retrostante la Casa dei Moralisti è crollato, mentre la casa stessa non ha subito danni. La causa del crollo è attribuita alla pioggia. La procura dovrà accertare a quando risale il cedimento. I carabinieri hanno sequestrato il registro dei custodi degli Scavi. Il muretto era stato ricostruito dopo la Seconda Guerra mondiale. La sovrintendenza ha spiegato che il muretto era protetto da una staccionata di legno, ma si è ingrossato a causa delle forti piogge.
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