Il Comune replica "Decidiamo noi" Quattro milioni per il recupero della guglia maggiore La Regione vuole avere voce in capitolo sulla gestione di piazza Duomo e propone una «condivisione delle scelte sulle iniziative», oggi di competenza di Palazzo Marino. Lo annuncia Roberto Formigoni, secondo cui «i beni culturali devono essere valorizzati, senza intrusioni che li deturpino. La parte antistante il Duomo è simbolo di fede e questo aspetto non deve diventare secondario, come avvenuto in passato». Il governatore entra così a gamba tesa nella polemica fatta dallarciprete del Duomo, che si era sollevato contro «la natura commerciale del Natale in piazza», puntando il dito contro i negozi previsti dal Comune, e in parte allestiti, di fronte al sagrato. La spallata di Formigoni, che chiede senza reticenze un «tavolo che riunisca tutti i soggetti coinvolti nellAccordo di programma sul recupero della guglia maggiore», piano annunciato ieri, non viene presa bene in Comune, tanto più che Letizia Moratti dopo la strigliata dellarciprete ha ridimensionato i negozi, aggiunto un presepe e spostato unesposizione di auto. Per la giunta comunale risponde Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura: «La piazza è del Comune, ci si ispiri al concetto di sussidiarietà, ma decidiamo noi. Provincia, Regione, Governo, Unione Europea interverranno se cè bisogno». Ma la linea delle «scelte condivise» per cacciare i mercanti dal tempio - ribadita dallassessore regionale alla Cultura Massimo Buscemi - trova lappoggio pesante della Curia, il cui sito Internet ieri ha pubblicato unintervista allarciprete del Duomo, Luigi Manganini: «Da anni diciamo che bisogna sedersi e risolvere il problema», dice il monsignore. Poi, la stilettata alla Moratti: «Anche il sindaco sottolinea che la piazza è diventata un suk. Fa piacere che lo dica, però bisogna essere conseguenti». E guarda ora con speranza al tavolo che spera nascerà, «con la Veneranda Fabbrica del Duomo, la Curia e tutti gli enti locali, non solo il Comune», come precisa Buscemi. Proprio ieri Formigoni ha comunque dato il suo assenso al padiglione di 900 metri quadrati in plexiglas che a fine 2011 sarà installato in piazza Duomo per la "Dieci giorni di Israele", che sarà inaugurata dal premier Benjamin Netanyahu, «per dare unimmagine del Paese diversa da quella di Stato in conflitto», ha spiegato il governatore. Il banco di prova per la gestione collegiale della piazza è laccordo sul restauro della guglia maggiore della cattedrale: 4,4 milioni di euro - uno dei quali della Regione - per donare splendore al marmo che sostiene la Madonnina e riallestire il Museo del Duomo. E si ragiona su un collegamento sotterraneo fra la cattedrale e il Museo del Novecento, oltre a un passaggio che dal metrò conduca allarea archeologica sotto il sagrato. Laccordo coinvolge Provincia, Comune, ministero dei Beni Culturali, Italia Nostra e Veneranda Fabbrica del Duomo.
MILANO - Formigoni: "Tavolo per piazza Duomo" - "Ci vuole una gestione collegiale, basta con utilizzi scorretti"
Il governatore Roberto Formigoni ha annunciato che la Regione vuole avere voce in capitolo sulla gestione di piazza Duomo e propone una condivisione delle scelte sulle iniziative. Ha chiesto un tavolo che riunisca tutti i soggetti coinvolti nell'Accordo di programma sul recupero della guglia maggiore. Il Comune ha risposto che la piazza è del Comune e che decidono noi, ma la Regione e altri enti locali sostengono che la sussidiarietà è il concetto giusto. La Curia ha appoggiato la posizione della Regione e ha chiesto di sedersi e risolvere il problema. Il sindaco Moratti ha sottolineato che la piazza è diventata un suk e ha chiesto di essere conseguente.
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