Dissero che c'era un'emergenza e il governo commissariò gli Scavi di Pompei. Due anni di gestione commissariale e ora l'emergenza è diventata clamorosa. La pioggia continua a fare danni e a mangiarsi gli Scavi. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, seguita a minimizzare i rischi in atto. La Procura di Torre Annunziata prosegue le sue inchieste su quanto sta accadendo all'ombra delle rovine, quelle rimaste in piedi e quelle sbriciolate. Ieri l'intreccio ha prodotto un curioso scherzo del destino. Il sito archeologico più visitato d'Italia è tornato a fare notizia in negativo per il crollo di sette metri di muro di contenimento in tufo e calcare nel giardino della Casa del Moralista, famosa per i suoi epigrammi, massime di vita civile alle quali gli ospiti dovevano attenersi, da sempre chiusa al pubblico. Nei giorni scorsi era stata al centro di un piccolo giallo su un presunto crollo di una consistente parte di muratura, smentito dalla Soprintendenza che invece informò che a cadere era stato soltanto un muretto della bottega adiacente. Ieri mattina i carabinieri e il consulente della Procura, il professor Nicola Augenti, hanno appreso la notizia del cedimento del muro di contenimento, purtroppo stavolta confermato, mentre erano negli uffici della Soprintendenza per sequestrare la documentazione relativa alla vicenda della Domus dei Gladiatori, collassata il 6 novembre suscitando proteste e vergogna universali culminate nell'ira di Napolitano. E mentre il ministro si affrettava a precisare che il nuovo crollo "non ha riguardato né coinvolto alcun manufatto di rilievo o di pregio storico, artistico o archeologico", invitando a evitare "inutili allarmismi", i militari sono corsi ad apporre i nuovi sigilli. Ad appena venti metri dal disastroso crollo della Schola Armaturarum. Dopo qualche ora la Soprintendente Jeannette Papadopoulos si è recata sul luogo per verificare il danno: "Viviamo un'emergenza continua, sono da due mesi qui e ha sempre piovuto, e se continua a piovere così tutti i muri senza copertura sono a rischio. Questo muro era già stato rifatto dopo la seconda guerra mondiale, è venuto giù nonostante avesse alle spalle una staccionata di contenimento. Ma quanto è accaduto non è paragonabile a situazioni più gravi". Domanda delle cento pistole: "Se posso escludere nuovi crolli? Stiamo lavorando per evitarli". Ma ci sarebbe poco da stare tranquilli, ad ascoltare altri esperti. Dice Fabrizio Pesando, docente di Antichità Pompeiane presso l'Orientale di Napoli: "La vicinanza della Casa del Moralista con la Domus dei Gladiatori fa presupporre che ci sia un dissesto idrogeologico a monte, nell'area non scavata, provocato dalle piogge. Non dimentichiamo che la cosiddetta casa di Ifigenia, nei mesi scorsi, fu oggetto di altre situazioni simili". Rincara la dose Tsao Cevoli, presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi: "Il nuovo crollo è la prova dell'incompetenza con cui la situazione è stata affrontata da Bondi e dal governo. È tutto il fronte settentrionale di via dell'Abbondanza a rischiare. Ci risultano distacchi parziali di affreschi anche da altri edifici. E dopo il 6 novembre l'area della Domus crollata è stata solo recintata, nulla è stato messo in sicurezza". Giorgia Leoni, presidente della Confederazione Italiana Archeologici, invita Bondi "a dare risposte concrete iniziando a dimostrare consapevolezza della gravità della situazione". E il ministro come risponde? Convocando per domani pomeriggio una riunione al Mibac con il governatore Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il direttore del Mibac, Mario Resca. Obiettivo: costituire una Fondazione di diritto privato per la gestione degli Scavi.