Napoli. Quale migliore sede per proclamare le loro esigenze che quella di Palazzo Reale? Ad inscenare un sit-in proprio in piazza del Plebiscito sono stati, sempre ieri mattina, i precari dell'Ales e delle altre società raggruppate sotto la sigla Ati. I lavoratori sono utilizzati da circa tredici anni nelle Soprintendenze della Campania senza alcuna certezza sulla loro occupazione definitiva. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno criticato la decisione del ministero dei Beni Culturali di non prorogare i contratti in scadenza. L'obiettivo della manifestazione è quello della stabilizzazione, cioè la collocazione definitiva dei mille lavoratori a termine. A tale scopo, ieri mattina, sono state proclamate quattro ore di sciopero nazionale alle quali hanno aderito gli addetti napoletani i quali, inoltre, hanno fatto esplicita richiesta della programmazione di un tavolo congiunto tra ministero per i Beni Culturali e ministero del Lavoro, un pool di esperti che possa affrontare definitivamente il futuro lavorativo dei dipendenti attualmente raggruppati in Ati. A fare da "spalla" al presidio tutte le sigle sindacali di settore, la Fi-sascat-Cisl, la Uiltucs-Uil, la Filcams-Cgil e la Ugl-Terziario con i rispettivi segretari che hanno seguito da vicino la vertenza e, ieri, anche la manifestazione. I dipendenti della "Ales" hanno anche fatto sapere che non vi sarà alcuna flessione nelle richieste contro la "precarizzazione", e qualora il Ministero non desse risposte concrete sono disposti ad estendere la protesta ad altri siti culturali come l'Archeologico di Napoli, il Castello di Baia, San Martino e gli scavi di Pompei.