Caro Conti, due settimane fa siamo stati con la famiglia a Palazzo Venezia. Ecco la cronaca della nostra visita. Appena arrivati ci viene impedito di accedere ai giardini storici, forse perché invasi da un incivile parcheggio. Veniamo instradati allo scalone «d'onore», sul quale una sozza moquette rossa, ricoperta di cartacce, mozziconi e batuffoli di polvere, fa bella mostra di sè. In cima 5-6 ragazzotti (turisti? personale addetto?) strepitano coi gomiti su un tavolo, attorno a una radiolina a tutto volume. Non hanno né divisa né cartellini, però ci impediscono la visita alla loggia. Mezzo museo è chiuso per «mancanza di personale». Nessun modulo per i reclami disponibile, nessun funzionario presente (figuriamoci, di domenica). Ci è sembrata una visita a casa di una contessa veramente molto cafona invece che ad un museo pubblico, mantenuto con le tasse di tutti i cittadini, e che a tutti appartiene. Guglielmo Ghiberti (di Monteriggioni, in visita a Roma) Caro Ghiberti, la sua cronaca ricorda il celeberrimo concerto interrotto al Panthéon perché era finito l'orario. Purtroppo sono sicuro che i ragazzotti con i gomiti su un tavolo e la radiolina accesa (scommettiamo che era per seguire la partita?) erano dipendenti. Il divieto di visita ai giardini e alla loggia appartiene alla tipica, nefanda logica di certi impiegati pubblici. Questi signori dovrebbero capire che il nostro patrimonio culturale è il principale motore del turismo più colto e quindi ricco. «Non» lavorando così, danneggiano il nostro Paese, la città, il loro stesso posto. Segnalo tutto questo alla Soprintendenza del Polo museale romano e al direttore generale per la Valorizzazione, Mario Resca, perché scoprano cosa succede lì dentro. Paolo Conti
Roma. Una visita a Palazzo Venezia. Personale sprezzante, sale chiuse
Due settimane fa, la famiglia del destinatario ha visitato Palazzo Venezia. Tuttavia, è stato impossibile accedere ai giardini storici a causa di un inopportuno parcheggio. Vennero istrudati allo scalone d'onore, dove trovarono una stanza con una radiolina a tutto volume e 5-6 persone che strepitavano con i gomiti. Non furono in grado di visitare la loggia a causa del divieto di ingresso. Il museo era chiuso a causa di mancanza di personale e non furono disponibili moduli per i reclami. Il destinatario ha espresso la sua delusione e ha segnalato l'incidente alla Soprintendenza del Polo museale romano e al direttore generale per la Valorizzazione.
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