Lungotevere Della Vittoria. Da domani sarà aperta al pubblico Apre al pubblico da domani, a vent'anni dalla morte dello scrittore, la casa di Alberto Moravia a lungotevere della Vittoria, dove lo scrittore si trasferì dal 1963 e dove visse fino alla sua scomparsa nel 1990. Donato dalle eredi al Comune di Roma, il grande appartamento di Moravia è ora il diciottesimo museo del sistema dei musei civici comunali, grazie a un progetto avviato dalla precedente amministrazione e che si è concluso con l'impegno di quella attuale. Perfettamente intatti, fin nei minimi dettagli, ambienti e arredi di questa casa della memoria, tanto sobria quanto arredata con il buon gusto tipico della cultura, e dove si possono ammirare, tra centinaia di libri autografati e prime edizioni, anche lo studio dello scrittore e i tanti ritratti e quadri dei pittori suoi amici, da Renato Guttuso a Mario Schifano. Casa Moravia si visita con prenotazione obbligatoria e visite accompagnate per gruppi di massimo 15 persone alla volta. Dopo vent'anni dalla sua morte, la casa di Alberto Moravia a lungotevere della Vittoria i, dove lo scrittore si trasferì a partire dal 1963 e dove visse fino alla sua scomparsa, nel 1990, apre definitivamente al pubblico, da domani, come casa-museo. Un progetto che si è perfezionato negli anni, già avviato dalla giunta precedente e presentato ieri al pubblico in una conferenza alla quale hanno partecipato l'attuale assessore capitolino alla Cultura Umberto Groppi, il suo predecessore Gianni Borgna, il sovraintendente comunale Umberto Broccoli e Dacia Maraini che, insieme a Carmen Llera, già nel 2009 aveva donato al Comune l'appartamento con relativi archivi e arredi rimasti intatti dove dal 1991 ha sede l'Associazione Fondo Alberto Moravia. La Casa-museo, diciottesimo museo civico della capitale, già in passato accessibile al pubblico su richiesta, si potrà ora visitare su prenotazione obbligatoria, con visite guidate per gruppi di massimo 15 persone alla volta, il mercoledì e venerdì alle 10 e alle 11 e il primo sabato di ogni mese, stessi orari (tel. o6o6o8). Da gennaio partiranno anche iniziative per le scuole (tel. 06.42888888). Uno straordinario luogo della memoria, Casa Moravia, all'ultimo piano di un palazzo affacciato sul Tevere, con l'ascensore in legno e il corrimano in marmo della scala condominiale. Non una casa lussuosa, ma una casa che in qualche modo somiglia, per sobrietà e rigore; alla prosa di uno dei più grandi scrittori del Novecento; una casa con un grande terrazzo che affaccia su una Roma borghese e novecentesca, verso i quartieri Flaminio e Parioli in lontananza, e che è la Roma che ha ispirato tante sue pagine. In queste stanze, in un quartiere con strade e piazze che ricordano i luoghi della Grande Guerra, Casa Moravia riflette quel particolare buon gusto legato all'intelligenza e alla cultura, con ambienti sobri dove tutto è rimasto intatto: i bastoni all'ingresso, la semplice cucina anni Settanta, le maschere esotiche alle pareti raccolte durante i viaggi, le migliaia di volumi della biblioteca. Ambienti eccezionali, come lo sono spesso le case degli intellettuali. E un po' ovunque l'immagine di Alberto con il caratteristico cipiglio effigiato nei ritratti di tanti pittori amici, Guttuso, Enrico Paulucci, Gisberto Ceracchini, Mario Ceroli, sua sorella Adriana Pincherle. E altri quadri, 52 in tutto e ora catalogati e restaurati dalla Sovraintendenza: di Turcato, Scialoja, Cagli, Schifano, che in calce a una sua opera, era il 1968, gli scrisse: «Caro Alberto, questo disegno colorato di rosso è dedicato al primo anniversario della nostra amicizia». Tra gli scaffali la prima edizione degli Indifferenti e innumerevoli libri con dedica di tanti altri giganti del pantheon letterario novecentesco passati in quelle stanze, da Pasolini alla Morante. Commovente lo studio di Moravia, officina essenziale con la scrivania in legno di Sebastian Schadhauser, asciutta ed essenziale come la prosa che l'i prendeva forma tramite il ticchettio di una leggendaria Olivetti.
Roma. La casa di Moravia diventa museo
A partire da domani, la casa di Alberto Moravia a lungotevere della Vittoria, dove lo scrittore visse dal 1963 al 1990, sarà aperta al pubblico come casa-museo. La casa è stata donata al Comune di Roma dalle eredi di Moravia e sarà il diciottesimo museo civico della capitale. Le visite saranno possibili su prenotazione obbligatoria e con guide per gruppi di massimo 15 persone. La casa è stata mantenuta intatta, con ambienti e arredi originali, tra cui la biblioteca con migliaia di libri autografati e quadri di pittori amici di Moravia. La casa-museo sarà aperta mercoledì e venerdì alle 10 e alle 11, e il primo sabato di ogni mese.
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