Soffre di vecchiaia il museo etrusco Guarnacci. Poco spazio per la didattica, rare installazioni che valorizzino le opere e facciano presa sui visitatori e un assetto che non rende giustizia al valore inestimabile della quantità di reperti etruschi esposti nelle teche di vetro allineate una dopo l'altra. Ma contro l'anonimato di questo patrimonio è pronta la ricetta di Alessandro Furiesi, dipendente del settore cultura del Comune di Volterra. Con una cura fatta di attenzione e di tante nuove didascalie. «L'amministrazione - dice Furiesi - sta lavorando ad un progetto di recupero e sta vagliando un piano di fattibilità. Ma al di là dei tempi tecnici inizieremo a migliorare l'immagine e la fruibilità del museo». Cominciando proprio dai cartellini esplicativi, appesi a fianco o vicino alle opere d'arte. «Quelli attualmente presenti - continua Furiesi che per qualche mese, nel 2008, ha ricoperto anche il ruolo di direttore reggente del Guarnacci - sono vecchi, sbiaditi e quasi illeggibili. Ci abbiamo pensato molto. E abbiamo deciso di dare il via alla riqualificazione con una nostra iniziativa». Furiesi sarà aiutato dai custodi nella realizzazione delle definizioni dal look moderno. «Prepareremo le dida in maniera autonoma, contando sulle nostre forze e sulla nostra esperienza». Di fatto il Guarnacci avrebbe bisogno di altri interventi «ma l'importante è partire», sentenzia il dipendente. Le legende stampate sui cartoncini non sono che il primo passo verso una didattica più approfondita e specializzata. «I nostri musei - non ha dubbi Furiesi - sono rimasti fermi, per quanto riguarda l'aspetto formativo e culturale, all'Ottocento. Nessuno è responsabile di questa situazione. Non ci sono colpe - ci tiene a precisarlo - ma negli ultimi vent'anni il sistema museale volterrano è rimasto al palo. Mentre in tante altre città europee ed italiane, sono comparse le figure dei restauratori, dei conservatori, degli esperti di comunicazione, al Guarnacci manca ancora il direttore». Dopo Gabriele Cateni, deceduto 3 anni fa, nessuno ha più assunto questo ruolo, se non Furiesi, ma ad interim e solo per qualche mese. «Ad oggi - continua l'esperto - continuo ad essere io a risolvere le questioni burocratiche ma si tratta del normale svolgimento quotidiano di piccole incombenze. Seguo qualche prestito, decido le ferie. La figura di guida, non solo scientifica ma soprattutto manageriale è indispensabile per la sopravvivenza di un museo». Le contingenze economiche però non sembrano essere favorevoli a nuove assunzioni. E così ancora una volta la carica di direttore del Guarnacci dovrà aspettare.
VOLTERRA. Furiesi: quelle attuali sono vecchie e quasi illeggibili. Dipendente comunale e custodi rifanno le targhe del museo Guarnacci
Il museo etrusco Guarnacci di Volterra soffre di problemi di spazio, didattica e valorizzazione delle opere. Il dipendente Alessandro Furiesi ha proposto un progetto di recupero e ha iniziato a migliorare l'immagine del museo con nuove didascalie. Il progetto prevede la creazione di cartellini esplicativi moderni e la realizzazione di interventi di restauro. Furiesi sostiene che il museo è rimasto ferma all'Ottocento e che manca una figura di guida manageriale per la sua sopravvivenza. L'amministrazione del Comune di Volterra sta lavorando ad un piano di fattibilità per il progetto di recupero.
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