Trenta personaggi romani di antica storia insigniti del riconoscimento Leconomista: "Lindustria è il settore che soffre di più per la crisi" Il Lazio fra le regioni è una di quelle che stanno soffrendo meno Ieri la cerimonia in Campidoglio: dallo stilista di cravatte artigianali al marmista, dal creatore di soldatini alla sarta Confindustria attacca perché il governo non difende la produzione «E troppo presto per stilare una pagella delle regioni. In questa crisi ci sono regioni che soffrono di più e altre di meno. E come quando grandina: non è che dappertutto si hanno gli stessi danni. Per quanto riguarda il Lazio, a occhio ci sono buoni motivi perché qui le cose vadano relativamente meglio. O, se si vuole, meno peggio che nel resto dItalia e soprattutto nel Nord». Giacomo Vaciago, docente di Politica Economica ed Economia Monetaria alla Cattolica di Milano, spiega perché leconomia romana e quella che vi ruota attorno ha una base strutturale più adatta a resistere alle tempeste. Professore, la crisi sembra aver colpito molto il settore industriale. E per questo che Roma resiste relativamente meglio di Milano? «Certamente la crisi ha colpito in modo particolare lindustria e quindi più il Nord del Sud. Questa crisi post 2008 è molto industriale. Dopo il fallimento della Lehman Brothers cè stata una contrazione del 25 dellindustria mondiale. Non è quindi colpa dellItalia se lItalia stessa ha avuto un forte contraccolpo. E il Nord è stato particolarmente colpito». Roma sembra cavarsela meglio di Milano. Forse perché qui cè poca industria? «In verità lindustria nel Lazio cè. Larea di Roma negli ultimi dieci anni si è industrializzata. Il Lazio è forse lultima delle nostre regioni industriali. Lindustrializzazone è scesa da Nord a Sud, ma, putroppo, si è fermata a Roma, più giù non va». Che tipo di industria? «Farmaceutica, sanità e informatica. Larea di Roma è unarea industriale che è cresciuta molto. Sono tutte attività molto collegate al settore pubblico». E questa la ragione per cui questa industria soffre di meno? «Certamente sì. Se si pensa che cè stata una contrazione nella produzione industriale anche di un quarto negli ultimi due anni, qui al massimo la caduta non va oltre l1-2». E Milano e la Lombardia? «La Lombardia era già in fase di ristrutturazione quando è arrivata la crisi, e comunque possiamo considerare questa regione già in fase post-industriale. Lindustria soffre più di tutto il resto. Altrimenti non avremmo visto la Confindustria contro un governo di centrodestra: è lunico paese in cui ciò accade». (a.bon.) Un nasone dargento come premio del loro lavoro. Fatto di passione, estro, tradizione e costanza nel tempo. Sono trenta le persone che ieri, il sindaco Gianni Alemanno e lassessore alle attività Produttive Davide Bordoni, hanno laureato come "Maestri dellartigianato": orafi, barbieri, acconciatori, fabbri, falegnami. Sul palco, tra gli applausi di parenti commossi, ha sfilato chi da più di trentanni ha fatto della propria manualità larma vincente, divenendo traino per leconomia della città. Il premio speciale, è andato a Giuliano Ansuini, orafo da sei generazioni. Una gioielleria a Palazzo Massimo e un passato fatto di preziosi creati per teste reali e per il tesoro della Madonna di Loreto. Tra i premiati, i pasticcieri Roberto Pompi - laboratorio a via Albalonga - e Domenico Mondi, patron del bar omonimo dal '57 a Ponte Milvio. Punto di riferimento con i suoi "bottoncini" per i fanatici dellaperitivo di tutta Roma nord. Ma non solo riconoscimenti ai maestri del gourmet. Un nasone (la tipica fontanella romana in argento) è stata consegnata anche al riparatore di bilance Bruno Vitali, allacconciatore Enzo Santoni, al barbiere Mimmo Di Siero che può contare su un albero genealogico che registra tra i suoi avi il coiffeur dei Borboni. E ancora, un premio alla ricamatrice Maddalena Pandimiglio, specializzata nella biancheria da yacht. E a Lorenzo Antonini, nella vita creatore di soldatini di piombo. Arte ereditata dal nonno Luciano. Le imprese artigiane nella provincia di Roma sono oltre 68 mila: circa il 71,3 degli artisti artigiani sono concentrati nella capitale. E questo, ha spiegato il sindaco «è un tesoro umano e culturale, prima ancora che economico». La promessa è quella di creare una grande mostra permanente dellartigianato artistico «sarà il cuore pulsante nella nostra città».