Inflessibile il procuratore De Chiara: "Ora arrivano le ruspe" stella cervasio Niente notifiche fino a pochi minuti fa, quando un messo gli ha consegnato lordine di abbattimento della sua casa, in diretta, nel municipio che Monti e sua moglie hanno appena occupato per protesta. «Qui nessuno si è fatto la villa». Paolo Carlo Monti, operatore ecologico, vedrà cadere oggi la sua "prima" casa, 80 metri quadri panoramici, se così si può dire, sui terrazzamenti di Arenale, nella parte alta di Casamicciola a Ischia. Centoventi con lesterno. Tre camere e cucina e intorno unaiuola con i sette nani. Se non sarà accolta lopposizione dellavvocato di Monti e degli altri tre ischitani che nel giro di una settimana perderanno il tetto costruito abusivamente, resterà non si sa quanto nello stesso posto dove, racconta, si è sposato con la moglie Concetta De Donato, «nel 2003: proprio qui, al Comune di Casamicciola». Un anno fa, il 10 novembre, la frana che uccise una quindicenne e ferì otto persone. Tra le cause indicate, anche labusivismo edilizio che «ora - informa il sindaco Vincenzo DAmbrosio - si è fermato. Dichiareremo il tutto esaurito a Casamicciola». Loperatore ecologico ha sistemato due brandine al centro della stanza, il pavimento di maiolica ha una greca che sembra il tappeto di una involontaria camera da letto. Il municipio ha sede in una villa liberty, rovinata da una ristrutturazione, costruita a fine Ottocento per essere un albergo. Il proprietario di cognome faceva Napoleone, gli sembrò più esotico chiamarlo Hotel Napoleon. I coniugi Monti hanno occupato una stanzetta al piano terra, le pareti sono arredate con tante vecchie carte nautiche di Ischia, è il "museo civico" di Casamicciola. Esordio con dramma della povertà per la nuova stagione di abbattimenti che si apre dopo le proteste e le polemiche di inizio anno. A scanso di equivoci ieri da una nave traghetto sono sbarcati 150 celerini. Li aspetta una settimana di fuoco con i comitati anti-abbattimento. «La casa lho costruita io nel '99 su un terreno di mio suocero - racconta Monti - sapevo di fare un abuso. È stata la disperazione». Interviene una cognata: «Tutte le volte che sono stati stanziati soldi per le case popolari sono sempre spariti. Gli aventi diritto fittano gli appartamenti destate a caro prezzo. A noi un appartamento costa 6-700 euro. Aggiungi acqua luce gas e arrivi a 1200». «Quelli che guadagno io - interviene Paolo Carlo - Mia suocera ci dà una mano, sennò non so come faremmo. Per farci questa casa abbiamo lavorato dieci anni». Tina ha gli occhi di chi piange in segreto da mesi. «Voglio soltanto un tetto. Ci hanno detto che non abbiamo diritto, che siamo dei delinquenti. Ma allora perché ci hanno concesso tutti gli allacci per lelettricità, lacqua, il gas, se quella casa non doveva esistere? Quando arrivava lIci non eravamo abusivi. Ho fatto un mutuo per pagare il condono nel 2003: 23 mila euro». Il sindaco Vincenzo DAmbrosio il suo gesto lha fatto: «Faremo una raccolta di fondi interna e chiederò alla Procura di seguire lesempio di Torre Annunziata, Santa Maria Capua Vetere e Siracusa: graduando gli abbattimenti». Ha offerto ai Monti una sistemazione temporanea nella casa di riposo "Joseph" con cui il Comune è convenzionato. Ma Tina scuote la testa, decisa e rassegnata: «Grazie ma i bambini non possono stare con gli anziani». Era già successo a febbraio scorso, la famiglia Lacerra dopo labbattimento della casa si trasferì nella sala giunta del Comune di Forio. Lavvocato Bruno Molinaro ci prova fino allultimo con la richiesta di una sospensione: «La procedura è viziata da incompetenza. Sulla casa grava un ordine di demolizione anche per violazione della normativa antisismica, ai sensi dellart. 23 della legge 64 del '74. Non è lautorità giudiziaria a poter demolire, ma il genio civile. La Cassazione si pronuncerà a maggio: questa famiglia rischia di sentirsi dar ragione quando della casa saranno rimaste solo le macerie». Ma il procuratore aggiunto di Napoli Aldo De Chiara non ha dubbi: «La tesi dellavvocato è stata già respinta dai giudici dellesecuzione. Oggi arrivano le ruspe, delle quattro programmate una è stata unautodemolizione». Vengono in mente certi abusi sequestrati e ancora ben presenti in zone monumentali di Napoli. Ma questa è unaltra storia.