"Il mito delleterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a unombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla". Forse la professoressa Marisa Cipresso pensava a Milan Kundera e allInsostenibile leggerezza dellessere quando, su Repubblica di domenica scorsa, ha scelto di ricordare Pietro Leonida Laforgia, scomparso ormai 15 anni fa, solo per indicarlo quale responsabile dei palazzi di Punta Perotti, citando una lettera inviata il 27 aprile del 1993 al Presidente della giunta regionale. Un eterno ritorno, appunto, che ci costringe ancora una volta a rinfrescare la memoria dei tanti "superficiali, distratti o ignoranti delle leggi" per usare le gentili parole della prof.ssa Cipresso a tutela della verità, oltre che della reputazione di nostro padre. La storia è nota, perché è scritta nei provvedimenti giudiziari: le lottizzazioni di Punta Perotti sono state adottate nel 1990 e definitivamente approvate nel 1992, le concessioni sono state rilasciate nel 1995, ledificazione è materialmente iniziata nel 1996. Tutti sanno, peraltro e dovrebbe saperlo anche la professoressa che Punta Perotti è stata resa possibile da una Legge regionale del 1991 meglio nota come "legge Matarrese". Cosa centra tutto questo con Pietro Leonida Laforgia, sindaco di Bari dal febbraio al novembre del 1993? Semplicemente nulla: non un solo atto relativo alla lottizzazione di Punta Perotti è stato licenziato da quella amministrazione; la lettera alla quale allude la professoressa Cipresso riguardava altre iniziative edilizie progettate per il lungomare Sud, diverse da Punta Perotti e mai realizzate, come abbiamo dovuto precisare più volte in questi anni ai superficiali, distratti o ignoranti delle leggi. Per inciso, la modifica normativa sollecitata con quella lettera portò invece allapprovazione della Legge Regionale n. 14 del 1993, che richiedeva per tutte le lottizzazioni il preventivo parere del C.U.R. al fine di verificarne la conformità con le esigenze di tutela delle aree di particolare interesse ambientale paesaggistico: parere del quale le lottizzazioni di Punta Perotti erano prive, come è stato accertato nel corso del processo penale. Perché allora fare confusione, omettendo i nomi e cognomi dei veri responsabili e prendendosela solo con chi, oltretutto, non cè più? Chi ha interesse a nascondere le colpe dei vivi e a infangare la memoria delle persone per bene? Vorremo saperlo anche noi, che siamo "cittadini onesti elettori" quanto la prof.ssa Cipresso: consapevoli, purtroppo, che anche questa volta non avremo risposta. La rubrica viene pubblicata (a titolo gratuito) una volta alla settimana. Per segnalazioni scrivere una mail a "Rubrica Se ne sono andati" allindirizzo di posta elettronica barirepubblica.it. Lautore del testo è Michele Cassano