Nuove rivelazioni su "Goodbye mama" dopo la trasferta pagata dal governo alla delegazione bulgara Masi chiese di comprarlo perché rientrava in un accordo italo-bulgaro MILANO - Non solo premiato con un riconoscimento patacca calato dallalto. Non solo portato al Lido di Venezia a spese del "paese ricevente" (lItalia): Goodbye Mama, il film di Dragomira Michelle Bonev per il quale si è molto adoperato il ministro della Cultura Sandro Bondi, è stato finanziato da Rai Cinema con 1 milione di euro. La richiesta di acquistare i diritti del lungometraggio è arrivata nel 2009 dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. Che con una lettera inviata a Caterina DAmico, allora amministratore delegato di Rai Cinema, chiese formalmente di comprare quellopera. «La direzione spiegò che quel contratto si doveva fare perché rientrava in un accordo strategico di coproduzione televisiva Italia-Bulgaria - dice Caterina DAmico -, un accordo che era stato firmato dai ministri dei due paesi. Il film non lho neanche visto. E comunque non era importante se mi piacesse o no. Io ero amministratore delegato di una controllata Rai. Se il mio azionista, attraverso la direzione generale, mi chiede di acquistare un film, io lo devo fare». Sulla non imperdibile opera prima della Bonev - lattrice-imprenditrice presentata da Bondi come una cara amica del premier Berlusconi e del primo ministro bulgaro Boyko Borisov - lex a.d. di Rai Cinema aggiunge: «Perché la Rai lo ha voluto comprare bisogna chiederlo a loro. Io ho solo eseguito ciò che mi è stato chiesto». Unulteriore conferma dellinvestimento fatto dalla tv di Stato arriva da Paolo Del Brocco, il manager che dirige oggi Rai Cinema. «Abbiamo acquistato i diritti del film dalla Romantica Entertainment (la società di produzione di Michelle Bonev nella quale figura anche Licia Nunez, unaltra amica di Berlusconi, attrice e show girl finita nellinchiesta sul giro di ragazze inviate a pagamento da Gianpaolo Tarantini alle feste del premier, ndr). Chi cera nella produzione di quel film - spiega Del Brocco - non sono tenuto a saperlo». Altro discorso è il futuro che attende il film e il guadagno che Rai Cinema ne ricaverà (se ne ricaverà). «E chi lo sa? - risponde - non so neanche se andrà nelle sale...». In effetti del cammino di Goodbye Mama, fin qui, tutto si può dire tranne che non sia ancora da decifrare. Se la Rai e il ministro della Cultura ci hanno investito molto (fu Bondi a ordinare a Nicola Borrelli, direttore generale del suo ministero, di portare la Bonev a Venezia perché Berlusconi glielo aveva promesso; allattrice bulgara fu poi assegnato un premio che tutto compreso è costato allItalia 400mila euro), in Bulgaria non tutti credevano così ciecamente nei meriti artistici della Bonev. «Il film è costato 2 milioni e 750 mila euro» - ha dichiarato lei alla tv bulgara Btv. Centocinquantamila sono arrivati dal centro nazionale per la cinematografia bulgara; tutto il resto - ha spiegato - dallItalia. Prima di ottenere quellesiguo contributo bulgaro, Bonev ha bussato alla National Film Kommission del suo paese. Ma listituto le rispose picche, non ritenendo il progetto meritevole di un finanziamento. La Rai ha pensato diversamente. Ora i maligni fanno notare come Bonev - forse anche per la sincera amicizia con Berlusconi - sia sempre stata nelle grazie dei direttori generali della Rai. Prima Agostino Saccà, che nel 2003 la impose a Sanremo. Poi Mauro Masi, che ordinò di comprare il suo film.