A.P. LUCCA. Non solo il patto di stabilità, ma anche una situazione di stallo indotta dalla politica locale intralcia la ripresa del settore edile. Lo conferma Stefano Varia, formulando subito qualche esempio. Lucca è un caso emblematico, alla luce dell'urbanistica rimasta bloccata per un anno perché si erano sforati i quantitativi a disposizione per le nuove costruzioni in alcuni zone (Utoe). «Troppo spesso poi a danneggiarci sono i tempi lunghi, a volte lunghissimi, necessari alle amministrazioni per formulare e approvare un nuovo piano strutturale o un regolamento urbanistico - prosegue il presidente dell'Ance provinciale -. In più noi costruttori siamo d'accordo anche con l'idea che non si debba consumare ulteriore terreno agricolo, e c'è la convinzione che potremmo andare avanti per 20 o 30 anni solamente intervenendo per abbattere e riqualificare edifici in disuso o che necessitano di interventi importanti. «In questo modo otterremmo una serie di vantaggi, a partire dall'impulso all'economia, per arrivare a immobili dotati di certificazione energetica e maggiormente efficienti, senza consumare nuove porzioni di territorio. Purtroppo anche nella redazione dei piani di recupero i Comuni sono piuttosto lenti e quindi è un problema di difficile risoluzione. Per fortuna Lucca può sfruttare l'occasione dei progetti del Piuss per provare a rivitalizzare il settore. La speranza è che gli appalti siano assegnati a imprese del territorio o almeno toscane». Infine a tenere banco c'è il momento difficile in cui si trova la Cavani Comoter di Piano di Coreglia: «Non conosco benissimo la situazione - ammette Varia - ma per uscirne è necessario lavorare e guadagnare. Già lo sblocco dei pagamenti da parte degli enti locali sarebbe un ottimo segnale. Poi molte aziende si trovano anche a fare conti con costruzioni iniziate a costruire nel 2008, che devono essere vendute. Ma il contesto iniziale è radicalmente differente da quello attuale e spesso si è costretti ad abbassare i prezzi di vendita al punto che poi si fatica anche a rientrare nelle spese».