Per una settimana Firenze si è trasformata magicamente in Florens. Nonostante il nome da deodorante, si è trattato di una 'biennale dei beni culturali' con la 'missione' di «proporre un nuovo modello per la valorizzazione del patrimonio culturale». La cosa si è risolta in una gigantesca fiera paesana all'insegna del kitsch. In Piazza del Duomo è stato steso per un giorno un prato vero, mentre un clone del David di Michelangelo è stato issato nottetempo sotto la Cupola del Brunelleschi, in quella che avrebbe dovuto essere la collocazione originaria dell'opera: peccato che la materia della copia (il vetroresina), la quota sbagliata e la presenza surreale di un castelletto di tubi innocenti abbiano reso la cosa imbarazzante. Naturalmente questo ha turbato solo alcuni insopportabili snob, e ventimila persone hanno seguito in processione il feticcio posticcio che incedeva tra costumi, bandiere, bancarelle di salami e vetrine griffatissime. Come in tutte le favole, tuttavia, proprio sul più bello si è materializzata una strega cattiva. Chi avrebbe mai sospettato che si nascondesse dietro i miti tratti di Sandro Bondi? Eppure, è stato proprio il ministro a pronunciare il maleficio: «Pompei!». È bastata questa magica parola di sei lettere a spezzare l'incantesimo: sono svaniti all'istante prati, feticci e salami (ma non già le sempiterne vetrine griffatissime), ed è stato come se le macerie della schola armatorum invadessero l'aulico Salone dei Cinquecento. Addio Florens: bentornati in Italia.
Bondi e il maleficio di Pompei
Firenze si è trasformata in Florens per una settimana, una 'biennale dei beni culturali' con il nome del deodorante. La manifestazione si è svolta con una gigantesca fiera paesana, con un prato in Piazza del Duomo e un clone del David di Michelangelo issato sotto la Cupola del Brunelleschi. Tuttavia, la copia del David è stata imbarazzante a causa della materia, quota e presenza di un castelletto di tubi. Ventimila persone hanno seguito in processione il feticcio posticcio. La manifestazione è stata interrotta dal ministro Pompei, che ha pronunciato la parola "Pompei" e ha fatto scomparire prati, feticci e salami.
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