Sono più di 500 le osservazioni presentate al Prg, adesso la parola passa al Consiglio comunale Gela. Atteso da 40 anni, e diciotto anni dopo l'affidamento dell'incarico all'arch. Leonardo Urbani, il piano regolatore di Gela è stato adottato a giugno e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 24 settembre scorso. Si sono aperti e già chiusi i termini per le osservazioni. Ne sono state presentate più di 500, ora in fase di esame da parte del settore Urbanistica che dovrà trasmetterle al consiglio comunale. Quest'ultimo dovrà esaminarle una per una e votare se accoglierle o respingerle. Poi dovrà trasmettere poi all'assessorato regionale al Territorio quelle approvate. L'assessorato ha , dal momento del ricevimento della delibera consiliare 260 giorni di tempo per emettere il decreto di approvazione del Prg. Se modifica il Piano regolatore generale in qualche punto restano però salvi gli atti adottati in questo lasso di tempo. L'assenza di uno strumento urbanistico è stata una delle cause della crescita urbanistica scriteriata della città che ha visto esplodere il fenomeno dell'edificazione abusiva a partire dagli anni Settanta. L'intera periferia nord e il villaggio balneare di Manfria sono abusivi. Ma i cittadini non hanno trovato l'interlocutore giusto al Comune dove per una concessione edilizia si è costretti ad attendere tempi biblici: è questa la motivazione più frequente al fenomeno dell'abusivismo edilizio che ha fatto scempio del territorio. Da un lato l'abusivismo di necessità, dall'altro la mano degli speculatori. Fatto sta che il territorio è stato stravolto. A breve Gela avrà un piano regolatore che si sa già è colmo di contraddizioni e di punti deboli. Non sarà una panacea ma almeno c'è uno strumento che fissa le regole. E che imporrà un'assunzione di responsabilità alla classe politica. Non si potranno più chiudere gli occhi di fronte all'abusivismo. In questi anni il piano regolatore è stato corretto più volte perché mentre veniva redatto laddove era prevista una strada o un edificio pubblico o un giardino sorgevano come funghi delle abitazioni. Il nuovo piano regolatore prevede zone di ricucitura tra un quartiere abusivo e l'altro per recuperarlo e l'amministrazione comunale ha partecipato ad un bando mirato ad ottenere fondi regionali per riqualificare Settefarine, roccaforte dell'abusivismo edilizio. Il cammino è lungo e difficile. Bisogna riparare ad anni di scempi che si sono consumati sul fronte dell'edilizia e dello sviluppo abitativo in un territorio che ha bisogno di altri interventi di bonifica per quelle che sono state le conseguenze dell'industria. Di nuovo c'è che a breve il territorio di una grande città della Sicilia, pur se con un enorme ritardo, avrà delle regole su cui basarsi per cominciare a progettare il suo sviluppo e voltare pagina. Se lo vorranno i politici ed i cittadini. "Gela in questi anni è stata attenta ad altro ed ha trascurato la programmazione del territorio - dice il sindaco Angelo Fasulo - ora potrà voltare pagina, avrà uno strumento su cui basarsi per gestire il territorio. Non avere un Piano regolatore generale è costato caro in termini di sviluppo economico perché la città di Gela non ha potuto avere una sua identità economica. Con il Prg si metterà un punto fermo alle speculazioni ed alle illegalità. Da oggi non saranno più ammessi abusi e violazioni delle regole". Ma veniamo ad alcuni cenni sul nuovo strumento urbanistico. Nel redigerlo il prof. Leonardo Urbani ed il suo staff hanno dato priorità alla viabilità, indispensabile strumento perché una città funzioni. Nel Prg è prevista una nuova viabilità di aggiramento per scaricare il traffico pesante ed una di allungamento per arrivare al centro urbano con strade a pettine. Va risistemata la via Venezia - che è la strada che giornalmente smaltisce un traffico sempre più caotico anche a causa del passaggio di centinaia di mezzi pesanti - e va interrata la ferrovia (questo è considerato un punto debole) per evitare che la città sia divisa in due. Secondo il prof. Urbani si può richiedere un interramento con doppio binario per avere una linea ferrata che arrivi fino alla zona balneare di Manfria. Ma i tempi sono lunghi. Sono i tempi dei tagli di Trenitalia e non degli investimenti. Su questo bisognerà riflettere. Come centralità cittadine nel Piano regolatore generale una è il centro antico che va valorizzato e recuperato, l'altra è la centralità lineare di via Venezia che deve diventare strada commerciale, infine c'è una centralità a cuneo per recuperare Settefarine e Margi con i terreni che acquistano lì più valore. Rispetto al progetto presentato dal prof. Urbani al Consiglio comunale, il commissario ad acta dott. Coniglio , al momento dell'adozione in sostituzione del consiglio, lo scorso giugno ha stralciato l'ampliamento di una zona C3 (Manfria) che da edificabile nel nuovo piano è diventata agricola. Resta edificabile pur con le restrizioni imposte dai vincoli esistenti nella zona. Stralciata anche la zona fieristica sita a sinistra della strada statale per Catania. Stralciata anche la zona dell'aeroporto Federico II in contrada Olivo. Queste alcune delle prescrizioni. Ma è pronto un «esercito» di oltre 500 correzioni. Eccone alcune di quelle rese note. Il gruppo Sicilia ne ha presentate alcune. Al primo posto il porto. No all'ampliamento del porto rifugio. E' un'operazione troppo invasiva sotto un parco archeologico e con una viabilità scarsa. La controposta è lasciare com'è il porto rifugio e prevedere invece è creare più avanti del pontile della raffineria un'isola container con cassoni in cemento riempiti di materiale inquinante da aree bonificate per attirare il flusso commerciale del Mediterraneo. E poco più in là un porto per navi da crociera e piccole e medie navi commerciali. Seconda osservazione: riportare nel Prg la previsione dell'aeroporto in località Olivo. Lì i venti sono favorevoli, la pista si può sempre ampliare e ci sono privati pronti ad investire 70 milioni di euro. Infine una nuova viabilità con due gallerie sotterranee di meno di un km ciascuna, una per collegare Punta Vigne al Lungomare, l'altra per mettere in comunicazione via Recanati all'Orto Pasqualello. Osservazione che nasce dalla considerazione che nel Prg il Lungomare è stato sottodimensionato mentre su esso poggia l'interesse della rinascita turistica della città. L'indirizzo dell'Ordine degli Architetti è quello di chiedere che i piani particolareggiati dello strumento urbanistico siano redatti secondo il principio della sostenibilità urbana ed ambientale. Questo perchè la gestione urbana sostenibile è il processo mediante il quale si può garantire lo sviluppo sostenibile delle aree urbane, delle immediate periferie e delle regioni in cui si trovano, tentando di limitare il più possibile l'impatto negativo di tale aree sui cicli ecologici a tutti i livelli con l'applicazione del principio di precauzione e migliorando le condizioni ecologiche per trasformare le città in luoghi gradevoli in cui vivere. Una gestione di questo tipo punta alla conservazione dell'ambiente naturale nell'ambito del suo contesto socio economico, all'integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche. Trasporto urbano sostenibile, gestione urbana sostenibile sono considerati dall'Ordine degli Architetti una priorità da attenzionare nel Piano regolatore generale. Il movimento dei «Grilli», invece, propone di inserire molto più verde pubblico, dare concessioni edilizie solo per ricostruire aree degradate nel centro cittadino, evitando in questo modo la creazione di nuove periferie abbandonate. E poi dieci osservazioni presentate da un gruppo di associazioni ambientaliste e una miriade di osservazioni di singoli cittadini. Il dibattito che si aprirà - si ritiene ad inizio del 2010 - sarà molto intenso, delicatissimo (il rischio di infiltrazioni di affaristi ed affini c'è sempre) e lungo. 29112010
La Sicilia
29 Novembre 2010
SICILIA - Stop allo scempio edilizio avanti con la programmazione
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