Ragusa. «Non prenderemo una sola decisione che penalizzi il territorio e l'economia di Ragusa. Potete stare tranquilli, garantisco io, oggi, davanti a tutti». Garantisce il presidente della Regione, ma è una fatica, perché se il tema della Ragusa-Catania è delicato ed investe mezza Sicilia perché si tratta di arteria strategica, la questione del Piano paesistico ha messo tutta la provincia in subbuglio. Troppa rigidità, qualcuno dice anche inutile, e con troppo rigore nei confronti di un'area che è stata sino a qualche tempo fa in grande e costante sviluppo e che ha saputo regalare in fatto di fondi europei anche una premialità alla Sicilia proprio per i progetti fatti e realizzati. Ora tutte cose a rischio, proprio perché quel Piano sta facendo fuggire gli investitori e sta disincentivando anche i locali. Lombardo rassicura, anche perché, dice, c'è tempo sino al 23 dicembre per presentare obiezioni e osservazioni a quel Piano, per andare oltre la concertazione che è stata fatta. Dice Lombardo, ma dal presidente della Provincia, Antoci, al sindaco, Dipasquale, ai rappresentanti dei sindacati, dei commercianti, degli imprenditori, è un coro di «boh», e di «no». Ma quale concertazione? Proteste, urla anche qui dalla sala, gente che ricorda come parte di danno sia già stato fatto perché alcuni progetti sono andati in fumo. Lombardo prova a dare rassicurazioni a tutti, ha accanto l'assessore ai Beni culturali, Sebastiano Missineo e il direttore generale del Dipartimento Regionale Beni Culturali, Gesualdo Campo. «Parliamone tutti insieme e se c'è da intervenire, da revocare alcuni vincoli, se c'è da modificare lo faremo - insiste Lombardo - perché il nostro obiettivo è quello di proteggere il territorio, di preservarlo dall'aggressione di chi vuole speculare, certo non da investimenti sani, non da chi vuole lavorare, da chi vuole portare e favorire sviluppo». C'è ancora qualche confronto-scontro aspro, il sindaco Dipasquale chiede di poter cominciare a lavorare da domani mattina per eliminare alcuni vincoli assurdi, mentre su altri passaggi ci sono state, dice, strane distrazioni per cui c'è chi ha pensato di realizzare un ristorante accanto a un monumento. «Quel che noi vogliamo fare - replica ancora Lombardo - è il Parco degli Iblei. Questo lo volete, spero. Quel che noi vogliamo sono interventi che tutelino il territorio, ma anche a sostegno delle attività economiche. Voglio rassicurare gli operatori del settore agricolo, che ho sentito lamentarsi ed essere preoccupati perché alcuni vincoli, mi hanno detto, metterebbero a rischio finanziamenti legati al Piano di sviluppo rurale: non un euro sarà perduto da quel capitolo, interverremo subito da questo punto per garantire che i fondi arrivino qui senza che si disperda nulla». A. Lod. 29112010