Assemblee e manifestazione di informazione diffuse in tutti gli atenei alla vigilia dell'approvazione della riforma alla Camera. Riprende la "protesta dei tetti". Occupata L'Aquila. E si annunciano veglie e "assedi" di molti rettorati rettorati Università, protesta al Cern di Ginevra A Pompei striscione contro la riforma Continua la protesta del mondo dell'università in vista del via libera al ddl di riforma previsto per domani alla Camera. Una inedita contestazione si è svolta a Gineva, nella sede del Cern dove lavorano molti ricercatori italiani che hanno voluto far sentire la loro voce. All'Aquila l'ateneo è stato occupato, a Cagliari manifestazione con sit-in e cortei a partire dalle 17.30. A Roma il fisico Giorgio Parisi salirà sul tetto del dipartimento di Fisica della Sapienza per una lezione-conferenza, mentre Nicola Piovani e Ascanio Celestini saranno sul tetto della facoltà di Architettura. A Torino stasera gli studenti del Politecnico hanno invitato la cittadinanza. A Palermo e Udine, manichini appesi contro la 'riforma fantoccio'. Ma la protesta diffusa prosegue con assemblee, iniziative di informazione sulla riforma in tutti gli atenei. LO SPECIALE SULLA PROTESTA 1 Ginevra. Studenti, dottorandi e ricercatori italiani che lavorano al Cern di Ginevra sono saliti oggi sul tetto del più grande laboratorio al mondo di fisica per esprimere solidarietà a quanti in Italia sono mobilitati contro il ddl Gelmini. "I giovani ricercatori che lavorano al Cern - scrivono in un comunicato - si dedicano con passione alla ricerca in uno degli ambienti più competitivi del mondo, ma l'abnegazione non basta: per mantenere la ricerca italiana al livello di quella degli altri paesi europei sono necessari finanziamenti adeguati ed un sistema universitario pubblico e libero. Se questa riforma passasse si metterebbe in pericolo il ruolo di leadership nella ricerca che l'Italia ha conquistato con la fatica e la passione di tanti scienziati". "E' un progetto - scrivono ancora - che costringe all'esilio molti di noi. Facciamo appello a tutti i parlamentari perché non votino con leggerezza questo provvedimento. Se passa questa riforma - concludono - il nostro futuro è un buco nero". E l'ultima frase è stata trasformata nella scritta che campeggia su uno striscione davanti alla sede di Ginevra. Pisa. Alcune decine di studenti della Scuola Normale Superiore di Pisa, supportati dalla piazza da centinaia di studenti universitari, hanno 'occupato' stamani l'edificio. Un gruppo di studenti è anche salito sul tetto della Torre di Ugolino dove hanno raggiunto la campana e l'hanno fatta suonare. La piazza dei Cavalieri, antistante il Palazzo della Carovana, sede storica della Normale, è stata invasa da un migliaio di studenti delle diverse facoltà dell'ateneo pisano, dove, di fatto, oggi la didattica è sospesa in seguito all'occupazione di aule, dipartimenti e facoltà. L'Aquila. Dopo aver interrotto le attività didattiche nelle varie facoltà, questa mattina, è scattata l'occupazione. Interrotte le attività didattiche di Scienze, Medicina, Biotecnologie, Psicologia, Scienze della Formazione, Lettere e l'occupazione. La Facoltà di Medicina non è stata occupata per permettere lo svolgimento di un esame di stato. Gli universitari hanno anche fatto "irruzione" nel centro storico dell'Aquila, in piena zona rossa: "La nostra Torre di Pisa, il nostro Colosseo è l'intero centro storico dell'Aquila - hanno detto, riferendosi alle 'occupazioni simboliche' dei monumenti effettuate nei giorni scorsi dagli studenti - cuore pulsante della città universitaria nel pre-sisma: il nostro vero monumento studentesco". Napoli. Uno striscione di protesta contro il Governo e la riforma Gelmini è stato esposto poco fa all'interno degli scavi di Pompei. Lo hanno fatto una quindicina di ricercatori della "rete 29 aprile" entrati nell'area archeologica pagando il biglietto. Ancona. Ripartita l'occupazione del tetto della Facoltà di Ingegneria, mentre inizia una veglia di studenti e ricercatori davanti al Rettorato per simboleggiare "la morte della nostra Università". Il presidio sarà permanente "fino a quando il provvedimento non sarà ritirato". Un altro gruppo di studenti sta organizzando per domani "un abbraccio simbolico" al Rettorato dell'Università Politecnica delle Marche. Il movimento - spiega una nota - è "indipendente e aperto a tutti gli studenti, ricercatori, professori, dottorandi e personale tecnico amministrativo a prescindere da appartenenza e orientamento politico". Per questo motivo durante la manifestazione non saranno presenti simboli o bandiere. La veglia comincerà stasera intorno alle 19:30 e per domani un gruppo di ricercatori ha proposto l'abbraccio al Rettorato, di nuovo "senza bisogno di sigle sindacali, studentesche o associative che siano". Un modo per "rendere visibile il loro attaccamento all'Università in questo periodo di gravi difficoltà". Palermo. Decine di manichini impiccati sono stati appesi nella notte davanti al rettorato a Palermo. Spiccano anche cartelli con scritto "Riforma Gelmini: presunta meritocrazia, attacco al diritto allo studio, precarietà, tagli, privatizzazioni, università-aziende". Per domani si annuncia una "giornata di blocchi diffusi". (29 novembre 2010)
Università, protesta al Cern di Ginevra. A Pompei striscione contro la riforma
La protesta contro la riforma Gelmini si è estesa a tutti gli atenei italiani, con assemblee, manifestazioni e occupazioni. A Ginevra, studenti, dottorandi e ricercatori italiani hanno salito sul tetto del Cern per esprimere solidarietà a quanti in Italia sono mobilitati contro il ddl. A Pisa, studenti della Scuola Normale Superiore hanno occupato l'edificio e hanno fatto suonare la campana della Torre di Ugolino. A L'Aquila, gli studenti hanno occupato le aule e i dipartimenti della facoltà, mentre a Napoli, uno striscione di protesta è stato esposto all'interno degli scavi di Pompei. A Palermo, decine di manichini impiccati sono stati appesi davanti al rettorato.
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