Si svolgerà nel 2011, primo passo della città verso il riconoscimento Unesco L'esposizione rientra in un piano che candida Lucca a patrimonio dell'umanità LUCCA. Nel 2011 la città ospiterà una mostra sulla Via della Seta, con il Museo Nazionale della Seta di Hangzhou e la Provincia dello Zhejiang. Lo annuncia Aldo Caterino, direttore del Centro Studi Martini di Trento, referente italiano per le manifestazioni in programma per l'anno della cultura cinese in Italia. Le altre sedi dell'esposizione saranno Roma e Genova. Luogo, data e aspetti organizzativi saranno definiti in una prossima riunione a cui parteciperà anche Caterino, esponenti dell'amministrazione Favilla e della commissione di lavoro che sta preparando un dossier da inviare all'Unesco a Parigi. La mostra monotematica è un tassello del progetto internazionale per valorizzare il ruolo di Lucca capitale della seta nel Medioevo. Un progetto promosso da Unesco e Ministero dei Beni Culturali, con capofila la Cina (oltre a Genova e Venezia). Un ruolo su cui Lucca farà leva per la candidatura della città a Patrimonio dell'Umanità presso l'Unesco, partendo proprio dai "luoghi storici della seta". «Il progetto - annuncia Caterino, esperto di relazioni internazionali tra Europa e Cina - è da realizzare in tre anni. Il primo passo è una pubblicazione dedicata alla storia della produzione della seta a Lucca dal Medioevo al Settecento, con il contributo dei maggiori studiosi locali e internazionali. Il secondo è la realizzazione, in concomitanza con le celebrazioni dell'Unità d'Italia, di una mostra storico-scientifica sull'arte della seta lucchese. Il quartiere per eccellenza, come noto, era la via del Fosso. Lucca divenne il centro delle innovazioni quando i suoi straordinari artigiani e mercanti si trasferirono in Europa a diffondere tecniche, gusti e mode. Tanto che possiamo considerare Lucca antesignana del made in Italy. Il comitato scientifico dovrà essere di alto livello e la sede della mostra dovrà prevedere ampi spazi per allestire le varie sezioni, con abiti, tessuti e macchinari, con un percorso interattivo». Il terzo passo, conclude Caterino, «sarà una sintesi dei primi due, oltre a un sondaggio archeologico nelle zone più significative e meglio conservate della città. All'amministrazione lucchese intendiamo suggerire anche la creazione di un museo permanente sulla seta, sulla falsariga di quello del tessuto a Prato». Anche sul piano turistico, le ricadute del riconoscimento dell'Unesco sarebbero notevoli. «L'interscambio culturale e organizzativo con la Cina consentirebbe a Lucca di entrare su uno dei più grandi mercati del mondo. I cinesi sarebbero interessati a scoprire i luoghi dove la loro seta veniva lavorata e poi da un recente sondaggio c'è un culto per il maestro Puccini. È dimostrato che riconoscimento dell'Unesco porta un incremento del 15 nel turismo di qualità, non di massa che non fa bene al nostro paese». Intanto il report, che ha già raggiunto le 400 pagine comprese le immagini, compresi i saggi di Caterino e del professor Scartezzini (presidente del Centro Studi Martini) sarà inviato al più presto all'Unesco per un primo vaglio. Nel gruppo di lavoro fanno parte Antonella Giannini, Paolo Nocchi, Maurizio Tani e Giovanni Marchi (per il Comune), Francesco Cecati e Daniela Capri per la Soprintendenza e Marina Brogi dell'Archivio di Stato, oltre a studiosi, giornalisti ed anche l'ex ambasciatore Giovanni Papa.