A Venezia la firma dell'intesa per lanciare la candidatura Mercoledì il protocollo. «Qualificare il territorio per attrarre attività e nuovi investimenti» L'operazione costerebbe tra i 40 e i 90 milioni ma il beneficio sarebbe di 900 milioni Venezia ci prova sul serio e chiede una mano all'interno Nordest. Sarà sottoscritto mercoledì primo dicembre nel Salone da Ballo del Museo Correr il protocollo d'intesa per la candidatura di Venezia a Capitale Europea della Cultura 2019, quando la scelta cadrà inevitabilmente su una città italiana. Nell'occasione sarà anche costituito il Comitato fondatore per la candidatura veneziana allargata a tutto il Veneto, al Friuli Venezia Giulia e alle Province di Trento e Bolzano e a firmare, infatti con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, ci saranno il presidente della Regione Veneto Luca Zaja, quello del Friuli Renato Tondo e, ancora e presidenti delle Province Autonome di Bolzano e Trento Luis Durnwalder e Lorenzo Dellai. Perché questa candidatura serve, soprattutto, per fare sistema, coniugando cultura a turismo e a infrastrutture che si spera di realizzare con il "volano" dell'investitura europea. Lo dicono, chiaramente, gli stessi obiettivi indicati nel protocollo d'intesa che gli amministratori triveneti firmeranno mercoledì a Venezia. «Rafforzare la visione strategica di una regione metropolitana insinuata nel quadrante sudorientale dell'Europa a 25, in alternativa alla dorsale economica e demografica dell'Europa occidentale conosciuta anche come Megalopoli Europea». E ancora: «Radicare e rendere permanenti gli effetti positivi di sviluppo collegati alle politiche promosse dalla Città e dal territorio del Triveneto in occasione della candidatura. Integrare la produzione culturale dell'intero sistema territoriale coinvolto. Qualificare e valorizzare il territorio per contribuire ad attrarre investimenti, iniziative imprenditoriali, attività innovative ad alto valore aggiunto. Rilanciare il settore turistico nell'intera area coinvolta della candidatura». La cultura, insomma, come occasione o pretesto per creare un vero polo territoriale interregionale del turismo e Venezia come inevitabile fiore all'occhiello per attrarre e poi"spalmare" le masse sull'intera zona, visto che le Capitali della Cultura precedenti, hanno registrato un incremento medio di circa il 12 per cento dei visitatori nel loro anno di manifestazioni. Ma sempre che, nel frattempo, sia stata realizzata l'Alta Velocità Milano-Trieste, per la quale i problemi non mancano e sia funzionante ed efficiente quel sistema metropolitano ferroviario regionale del Veneto, di cui si parla da anni. Perché la sfida della mobilità è quella da vincere nel frattempo per attrarre anche come partner del Comitato Fondatore di Venezia 2019 quel sistema di «istituzioni pubbliche e private», «imprenditori e associazioni economiche e finanziarie» (articolo 3 del protocollo), senza le quali non ci sarà "benzina" per la corsa. Ma quanto costerebbe l'operazione Nordest Capitale europea della Cultura 2019? Gli investimenti operativi variano tra i 40 e i 90 milioni di euro, ma il fiume di denaro in entrata sarebbe di circa 900 milioni. Venezia ci riprova e dopo la bruciante sconfitta da Roma per la candidatura un po' velleitaria per le Olimpiadi del 2020, ora anticipa di un anno. Ma non sarà una passeggiata, perché anche Torino reduce dal grande successo organizzativo delle Olimpiadi invernali del 2006 è pronta a scendere in campo e anche Siena, l'Aquila, Palermo e Ravenna, tra le altre, sono in lizza. Si parla anche di una candidatura di Perugia e Assisi unite al resto dell'Umbria e c'è ancora un anno per formalizzare la propria adesione. A decidere sarà una commissione mista di membri scelti dall'Unione Europea e dal Ministero dei Beni Culturali e, da solo, l'effetto-Venezia non basterà.
Cultura, cuore a Nordest
Mercoledì, a Venezia, sarà firmato il protocollo d'intesa per la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2019. L'operazione costerebbe tra i 40 e i 90 milioni di euro, ma il beneficio sarebbe di 900 milioni. La candidatura serve per fare sistema, coniugando cultura a turismo e a infrastrutture. La regione del Veneto, insieme al Friuli-Venezia Giulia, alle Province di Trento e Bolzano, si candida alla manifestazione. La cultura sarà integrata e valorizzata, il territorio qualificato e valorizzato per attrarre investimenti e attività innovative. La sfida della mobilità è importante per attrarre partner istituzionali e imprenditoriali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo