Ad aprile finiscono i lavori guidati da Codello. Sono costati 24 milioni di curo Orsoni: un restauro da condividere con la città VENEZIA Sono ormai in dirittura d'arrivo: le Gallerie dell'Accademia si apprestano a diventare «Grandi» con il raddoppio dello spazio espositivo e un corredo di tecnologia che le trasformerà nella struttura museale più vasta e all'avanguardia di tutta l'offerta culturale veneziana. La data d'apertura si avvicina, i restauri dovrebbero concludersi tra marzo e aprile del prossimo anno, e già da ora si pensa a come restituire questo gioiello alla città. Ieri il sindaco Giorgio Orsoni si è recato in visita al cantiere per rendersi conto di persona dello stato dei lavori e ne è rimasto impressionato: «Si tratta di un intervento di straordinaria qualità che impressiona, non solo per la capacità di individuare nuove soluzioni per l'organizzazione degli spazi di allestimento, che sono parte stessa del restauro, ma anche per il ricorso all'innovazione tecnologica nella parte impiantistica». Il passo successivo riguarderà l'allestimento interno, con la scelta delle opere, e su questo si gioca una partita fondamentale, ancora tutta da definire. Se il restauro è stato seguito dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici guidata da Renata Codello, la cura dell'allestimento sarà invece seguita dal Soprintendente al polo museale, ovvero da Vittorio Sgarbi appena tornato in laguna con la rinomina, stavolta blindata, del ministro Bondi. Poco si sa, finora, delle idee che avrebbe Sgarbi sull'Accademia, anche se qualche tempo fa aveva accennato alla possibilità di affidarsi alla consulenza del regista cinematografico britannico Peter Greenaway per allestire il tutto, mentre in questi giorni ha annunciato che la prima mostra temporanea alle Gallerie sarà dedicata a Lorenzo Lotto. Ma in sostanza è ancora tutto piuttosto nebuloso ed è forse per questo che il sindaco Orsoni, visitando il cantiere, ha messo le mani avanti: «Troveremo il modo per condividere con la città questo importante lavoro di restauro». Anche la soprintendente Codello guarda soprattutto alla città come primo destinatario di questo gioiello restituito: «La città dovrà imparare a conoscere questa realtà così importante, dovrà essere fatta una grande opera di divulgazione». Non è un semplice «restyling» quello che sta interessando le Gallerie dell'Accademia. Il progetto di Tobia Scarpa che ha portato al raddoppio degli spazi, tanto che con i 12mila metri quadrati le Gallerie raggiungeranno quasi le dimensioni degli Uffizi, ha rivoluzionato gli interni, innovato il concetto stesso di percorso museale. «Non è un caso se architetti come Gehry e Tadao Ando siano venuti a visitare il cantiere, per conoscere alcune delle soluzioni adottate», spiega la soprintendente Codello. Gli impianti tecnologici sono tutti collocati in un nuovo piano interrato, poi c'è il recupero del cortile interno palladiano, l'adeguamento dei percorsi, le luci. E al piano terra uno spazio sarà riservato a un polo pedagogico, con laboratori didattici per i ragazzi, come nei grandi musei contemporanei. I costi sono quelli preventivati nel 2001, ovvero 24 milioni di euro: «Abbiamo fatto i salti mortali per rimanerci dentro, ma ci siamo riusciti» osserva la soprintendente. «Sarà è il commento conclusivo del sindaco Orsoni uno dei musei più all'avanguardia in ambito internazionale e per la città uno straordinario luogo di produzione culturale».
Venezia. Le nuove Gallerie hi-tech a misura di bambini
I lavori di restauro delle Gallerie dell'Accademia di Venezia sono stati completati e costeranno 24 milioni di euro. Il progetto, guidato da Renata Codello, prevede il raddoppio dello spazio espositivo e l'introduzione di tecnologie innovative. Il sindaco Giorgio Orsoni ha visitato il cantiere e è rimasto impressionato dall'intervento. Il passo successivo sarà l'allestimento interno, che sarà curato dal Soprintendente Vittorio Sgarbi. La prima mostra temporanea sarà dedicata a Lorenzo Lotto. Il progetto è stato accolto con favore da architetti come Gehry e Tadao Ando. I costi sono stati mantenuti a 24 milioni di euro, come previsto nel 2001.
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