Continuano i lavori di ampliamento di Villa Certosa. Tutti abusivi ma salvati grazie al decreto approvato ieri PORTO ROTONDO Un anfiteatro da trecento posti, una torre-nuraghe, un tunnel che parte dalla riva e che non si sa dove vada a finire, un porticciolo per mega-yacht. Questi sono i lavori di ampliamento di Villa Certosa. Tutti abusivi, tanto che il leader di Forza Italia ha dovuto farsi coprire dal ministero degli Interni con un decreto che accampa motivi di sicurezza nazionale, perché - ha certificato Beppe Pisanu - Berlusconi in Sardegna riceve leader nazionali e internazionali e sono necessarie misure che garantiscano l'incolumità degli ospiti. Dato che la legge è uguale per tutti, i magistrati della procura della Repubblica di Tempio non si sono fermati davanti al decreto Pisanu e hanno notificato agli avvocati del premier la loro intenzione di andare a vedere che cosa è stato fatto a Villa Certosa. Ma sono stati bloccati da un intervento del prefetto di Sassari. Ancora una volta, la motivazione è stata: motivi di sicurezza nazionale. I magistrati hanno sollevato il conflitto di competenza davanti alla Corte costituzionale. Il presidente del consiglio ha acquistato la sontuosa dimora firmando un assegno di sei miliardi a Tom Barrack, il magnate americano padrone della Costa Smeralda. Il caso è scoppiato alla fine di maggio, quando tra la macchia mediterranea che circonda la villa è spuntata una selva di tubi metallici e di impalcature. I primi ad accorgersene sono stati i pescatori, che dal largo hanno notato non solo il cantiere, ma un continuo via vai di barche che trasportavano materiale da costruzione. Di fronte all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste, la prima cosa che i cronisti hanno fatto è stata andare negli uffici del comune di Olbia per chiedere se fossero state rilasciate le licenze edilizie. Il sindaco Nizzi (Forza Italia) ha dichiarato con grande tranquillità che lui di quello che accadeva a casa del leader del suo partito non sapeva nulla. Quindi nessuna licenza edilizia e perciò costruzioni abusive, fuori legge. Che cosa esattamente Berlusconi abbia fatto nei cinquanta ettari che circondano la sua villa, in realtà non lo sa nessuno. I magistrati, sulla proprietà del presidente del consiglio, come s'è detto, non hanno potuto mettere piede. Ha tentato lo sbarco anche un manipolo di deputati del centrosinistra e di dirigenti di gruppi ecologisti, ma non ha avuto successo. E' stato bloccato in mare dalle motovedette della guardia costiera e dei carabinieri, che hanno rispedito tutti a riva ripetendo la stessa solfa: motivi di sicurezza. Quello che si sa lo si deve alle foto scattate dal mare e, soprattutto, alle immagini riprese dall'alto, a bordo di elicotteri che nessuno ha potuto fermare. A poche decine di metri si vede il grande anfiteatro sul modello di quelli greco-romani, con tanto di colonnato, scavato ai piedi di una collinetta. All'ingresso, una piscina sovrastata da un nuraghe merlato, una specie di ibrido tra le costruzioni ciclopiche degli antichi abitanti della Sardegna e i castelli delle leggende sui cavalieri della Tavola rotonda. Non si conosce il nome dell'architetto che ha firmato il progetto. Probabilmente, anche qui ci sono motivi di sicurezza nazionale, perché non è certamente pensabile che il professionista abbia chiesto il segreto vergognandosi di ciò che era riuscito a concepire. Sugli scogli si nota invece l'apertura artificiale di una grotta. E' l'ingresso del tunnel dentro il quale gli illustri ospiti del presidente del consiglio si potranno infilare, appena sbarcati dai loro yacht, per sfuggire alle insidie di terroristi e malintenzionati vari. Non si sa quanto il tunnel sia lungo e quale sia il suo percorso. Tutto intorno alle «modifiche», un parco in cui, insieme alle piante tipiche della macchia mediterranea, ci sono alberi e arbusti che il proprietario della villa ha portato a Porto Rotondo da varie parti del mondo. Lui, il padrone di casa, dice che, alla fine, Villa Certosa sarà così bella che diventerà un'attrazione turistica, che sarà aperta al pubblico e che i sardi lo dovranno ringraziare per il denaro che entrerà nell'isola. Per il momento, il tutto è, senz'ombra di dubbio, solo un abuso edilizio.
Un abuso in nome della sicurezza nazionale
I lavori di ampliamento di Villa Certosa, proprietà di Silvio Berlusconi, sono stati avviati a Porto Rotondo, in Sardegna. I lavori sono stati criticati per essere abusivi e fuori legge, nonostante il leader di Forza Italia abbia richiesto un decreto di sicurezza nazionale per coprire gli abusivi. I magistrati della procura della Repubblica di Tempio hanno notificato gli avvocati del premier la loro intenzione di indagare, ma sono stati bloccati dal prefetto di Sassari. Il presidente del consiglio ha acquistato la villa firmando un assegno di sei miliardi a Tom Barrack, il magnate americano padrone della Costa Smeralda.
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