Agrigento: via agli scavi per trovare il teatro greco, da un secolo ossessione degli archeologi Ieri e oggi Alexander Hardcastle. Il «sir» amante dell'antichità. Appassionato di grecità, avviò i primi scavi nel 1920. Spese tutte le sue fortune, ma non trovò traccia del teatro mori in povertà all'ospedale di Agrigento. Giuseppe Castellana. Direttore del museo archeologico, è uno dei massimi esperti in studi preistorici: ha all'attivo oltre 80 campagne di scavi condotte negli ultimi trent'anni. Avevano tentato in diversi, a localizzarlo, nel secolo scorso, e a riportarlo alla luce. Anche in epoche più recenti erano state compiute importanti campagne di scavi, ma dell'antico teatro greco in pietra, che una potenza come Akragas, - «la più bella città dei mortali» secondo Pindaro - non poteva non avere, non è mai stata trovata traccia. Stiamo parlando di quella che ormai da oltre un secolo è una vera e propria chimera che ha affascinato archeologi e studiosi e che oggi ritorna d'attualità. Si tratterebbe di un grande sito che potrebbe celarsi ancora integro, nel sottosuolo della millenaria Valle dei Templi dorici di Agrigento. A dare il via alle campagne di scavi e a lanciarsi in questa avventurosa ricerca, tra i primi, fu, nel secolo scorso, un mecenate inglese, sir Alexander Hardcastle, che innamorato della grecità, decise di portare avanti (finendo per sacrificare l'intero suo ingente patrimonio finanziario) l'ambizioso progetto. Scavi condotti tra il 1920 e il 1930, all'epoca diretti dal giovane archeologo Pirro Marconi per conto dell'inglese, portarono alla luce importanti testimonianze archeologiche ma il teatro non venne rinvenuto. Il sogno di Hardcastle di ritrovare il teatro dell'antica città di Akragas si spense poi nel 1933 quando morì in un lettino dell'ospedale di Agrigento, povero e amareggiato. Negli anni Settanta ed Ottanta si tornò a scavare nella zona archeologica ma anche in questo caso senza particolari risultati. Adesso l'archeologo, Giuseppe Castellana, 64 anni, già direttore del museo archeologico, considerata tra i massimi esperti in studi preistorici, medita di tentare nuovamente l'impresa. Castellana, allievo del mitico professor Giacomo Caputo archeologo scavatore in Cirenaica e Tripolitania, con un'esperienza di 80 campagne di scavi compiute nell'ultimo trentennio, non nasconde che arrivare al teatro sarebbe un grande successo scientifico internazionale. Il progetto di scavo, che coltivava da tempo, arriva praticamente alla vigilia del suo pensionamento da direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, I 300 ettari considerati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, in cui sorgono i famosi templi dorici tra cui quello meglio conservato in assoluto, detto «della Concordia». Il progetto, con un piano finanziario di circa 2 milioni di euro che la Regione Siciliana metterà a disposizione mediante un Fondo Comunitario Europeo, prevede una specifica campagna di scavi nella zona dell'Agorà superiore, in prossimità della contrada San Nicola dove già sono stati portati alla luce i resti di due importanti edifici pubblici di forma teatrale come il bouleuterion e l'ekklesiasterion. Probabilmente si tratterà di una delle più grandi campagne di scavi che verrà finanziata prossimamente in Sicilia anche se non è detto che il leggendario teatro o quanto meno l'antico ippodromo (entro il quale, leggenda vuole, si allenassero alle corse per competere ad Atene i migliori cavalli akragantini dell'olimpionico Esseneto) continuino a rimanere una chimera. Forte delle sue numerose collaborazioni con vari musei ed istituzioni a livello internazionale, l'archeologo guarda a queste prossime ricerche con ragionevole distacco. «Finora - dice - della città antica si conosce ancora poco e sono venute alla luce soprattutto testimonianze di età ellenistico-romana. Il teatro in pietra dovrebbe invece essere antecedente, del quinto o quarto secolo avanti Cristo. Mi piace quindi, nei prossimi mesi, poter riprendere il progetto di questa ricerca di Alexander Hardcastle, anche per riuscire ad onorare al meglio la sua memoria!». Sulle speranze concrete di ritrovare il teatro in pietra dell'antica Akragas l'archeologo dice: «Se ciò avvenisse, sarebbe un evento eccezionale in tutti i sensi. La scoperta passerebbe alla storia e sicuramente renderebbe un gran servigio alla Città di oggi, che deve vivere e prosperare con il turismo culturale ma - conclude - non riesce ad esprimere completamente tutto l'enorme suo potenziale». 2 milioni di euro. Il finanziamento della Regione Sicilia che attraverso un Fondo Comunitario Europeo permetterà all'archeologo Giuseppe Castellana di avviare gli scavi nella zona dell'Agorà superiore Nella leggenda Cnosso A metà del1'800 di Cnosso, la capitale minoica, restava solo il ricordo. Il ritrovamento -si deve alla caparbietà di un ricco commerciante cretese, Mínos Kalokerinos, le cui ricerche furono portate avanti e completate a partire dal 1900 dall'inglese Arthur Evans. Alessandro il Grande La tomba di Alessandro il Grande, perduta da secoli, si trova probabilmente a Alessandria d'Egitto (anche se negli anni 90 si era creduto di individuarla nell'oasi di Siwa). A lungo ricercata tra gli altri dall'italiano Achille Adriani e ora dal suo allievo Nicola Bonacasa. Berenice Pancrisia Mitica città dell'oro (per la vicinanza delle miniere nubiane) fu così ribattezzata da Tolomeo II Filadelfo nel Ill sec. a.C. in onore della madre. Da oltre 400 anni se ne erano perdute le tracce, nel 1989 i fratelli Castiglioni l'hanno ritrovata sotto le sabbie del deserto in Sudan.
Agrigento. Il tesoro nascosto di Akragas
Agrigento, in Sicilia, è il luogo di una nuova ricerca di scavi per trovare il teatro greco di Akragas, una città antica che era considerata la più bella tra le città dei mortali. Il progetto è stato lanciato da un mecenate inglese, sir Alexander Hardcastle, che aveva iniziato a scavare nel 1920, ma non aveva trovato traccia del teatro. Negli anni successivi, altri archeologi hanno tentato di localizzare e scavare il sito, ma senza successo. Ora, l'archeologo Giuseppe Castellana, che ha condotto oltre 80 campagne di scavi, sta riprendendo il progetto con un piano finanziario di 2 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo