Già lefficienza dei servizi municipali costituirebbe un fattore di sviluppo. Ma ciò non può bastare. È necessario determinare un ritmo di sviluppo che in tempi ragionevoli possa trasformare la struttura sociale e la condizione civile della città. E se è vero che un tale obiettivo non è tutto nel raggio dei poteri municipali, è altrettanto vero che il Comune vi ha un ruolo amministrativo e politico primario e non surrogabile. Ai fini dello sviluppo è sicuramente stringente e prioritaria la realizzazione dei grandi progetti urbanistici e infrastrutturali: larea Est, Bagnoli, il centro storico, la grande rete di metropolitana, a cui vanno aggiunti i grandi progetti di riassetto delle aree piazza Municipio-porto e piazza Garibaldi-stazione centrale. Tutti insieme formano un grande programma che non è immaginabile possa essere portato a compimento nella prossima legislatura comunale; non è tuttavia un programma da considerare astratto e campato in aria a fronte anzitutto delle grandi difficoltà attuali di disporre dellintero pacchetto di risorse finanziarie di competenza pubblica. Intanto, non si parte da zero: in parte notevole vi sono già progetti esecutivi, è disponibile una parte dei finanziamenti richiesti, in alcuni casi (area Est, Bagnoli) è prossimo lavvio di grandi lavori e si registrano già realizzati progetti di iniziativa privata, conformi ai vincoli urbanistici vigenti. In questa situazione, al Comune è richiesto di essere fisiologicamente pronto a sostenere la propria parte: sburocratizzare le procedure, elaborare con efficienza i progetti di propria competenza, controllare lavanzamento dei lavori, assumere puntualmente e con forza la iniziativa politica verso le istituzioni pubbliche di ogni livello (Regione, governo nazionale, Unione europea) per ottenere gli aiuti, previsti o solo possibili, per validi progetti di sviluppo. Sindaco e assessori che mostrassero un serio dinamismo nelle loro funzioni amministrative acquisterebbero presto credibilità allesterno in Italia e fuori, come si è visto con la prima fase della amministrazione di Antonio Bassolino. Limmagine di Napoli riprenderebbe quota in Europa e nel mondo, e si potrebbero aprire le piste per una azione sistematica volte a richiamare sullarea napoletana e campana linteresse di grandi investitoti italiani ed esteri. Resta il grande problema della riqualificazione dellintera area metropolitana, del suo riassetto urbanistico-ambientale e territoriale. Cè un grave ritardo, e ne sono maggiormente responsabili la Provincia e la Regione. È però anche vero che per lungo tempo, da quando fu varata la legge istitutiva delle città metropolitane, il Comune napoletano non ha esercitato una convinta pressione politica per stimolare e indirizzare Regione e Provincia, soprattutto quando queste erano governate dal centrosinistra. Rispetto a dieci anni fa le condizioni dellarea metropolitana si sono aggravate, ma ciò non deve indurre allo scetticismo. Resta un problema aperto, e Napoli dovrebbe sentirsi obbligata ad agire con idee chiare per uscire da un ingiustificato assenteismo.
PROMEMORIA NAPOLI - Già lefficienza dei servizi municipali costituirebbe un fattore di sviluppo.
Il Comune di Napoli ha un ruolo primario nello sviluppo della città. È necessario determinare un ritmo di sviluppo che possa trasformare la struttura sociale e civile della città. Il Comune deve realizzare grandi progetti urbanistici e infrastrutturali, come l'area Est, Bagnoli e il centro storico. Tuttavia, la realizzazione di questi progetti è difficile a causa delle difficoltà finanziarie. Il Comune deve essere pronto a sostenere la propria parte, sburocratizzare le procedure e controllare l'avanzamento dei lavori. È anche importante che il Comune agisca con idee chiare per uscire da un ingiustificato assenteismo e stimolare l'azione delle istituzioni pubbliche.
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