Sequestrata dai vigili anche la statua di Filippo V Associazioni, esperti e volontari "Ecco la lista delle emergenze" La Regione aveva stanziato 1,5 milioni per Villa Napoli ma poi ha ceduto il bene a privati Gullo: "Servono cinque milioni" Ma nel 2010 gli uffici hanno avuto in cassa solo 750 mila euro Abbiamo raccolto ventimila euro per recuperare il Genio di piazza del Garraffo ma sono una goccia DARIO PRESTIGIACOMO cristoforo spinella Il terzo sequestro in quattro giorni scatena lallarme sui monumenti di Palermo distrutti dal degrado e dallincuria. Dopo la chiesa della Gancia e larco della Zisa, ieri è stata la volta del complesso del teatro marmoreo di Re Filippo V di Spagna situato nel parco antistante piazza del Parlamento e il Palazzo Reale. Il complesso era già stato sequestrato quattro anni fa, ma da allora nessuno è intervenuto e col tempo il monumento è stato danneggiato da furti e atti vandalici: «Abbiamo ritrovato le transenne che avevamo collocato allepoca», racconta quasi sconsolato Giuseppe Crucitti, a capo del Nucleo di tutela del patrimonio artistico della polizia municipale che ieri ha eseguito il nuovo sequestro. Una vicenda che è in qualche modo emblematica dello stato di abbandono in cui versano chiese, palazzi storici e monumenti della città. Vuoi per inefficienza amministrativa, vuoi per mancanza di risorse, non si interviene con la manutenzione ordinaria. E quando si arriva alle emergenze, bisogna raschiare il fondo del barile. Per tutto il 2010, per esempio, la Soprintendenza regionale ha avuto a disposizione appena 750 mila euro a fronte dei 2 milioni che servirebbero solo per gli interventi di massima urgenza. «Un dato è certo: negli ultimi anni le risorse per la tutela dei beni culturali si sono assottigliate progressivamente», dice Lina Bellanca dellufficio della Soprintendenza regionale di Palermo. I finanziamenti principali per la Soprintendenza arrivano dalla Regione, dal ministero dellInterno e dallUnione europea. Eppure, i soldi sono sempre meno: nel 2010, sono stati autorizzati solo tre interventi che riguardano Porta Nuova, la chiesa di San Stanislao e il comune di Geraci Siculo, per un totale di 250 mila euro. Nel 2009, erano stati il doppio: «Ormai lassessorato ai Beni culturali finanzia solo lemergenza», spiega la Bellanca. Ci sono poi i finanziamenti ministeriali del Fondo per gli edifici di culto, che però autorizza solo interventi di massima urgenza: nel 2010, a Palermo sono arrivati 500 mila euro per interventi come il restauro della chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi. Con le risorse ordinarie di Regione e Stato ridotte al lumicino, lunica fonte su cui si può pensare di far cassa è quella dei fondi europei. «Per Palermo abbiamo individuato circa 5 milioni di euro per una ventina di interventi - dice il soprintendente Gaetano Gullo - Ma ottenere dallEuropa risorse per progetti di questo tipo è diventato più complesso, visto che i nuovi progetti richiedono che le attività prevalenti siano quelle di valorizzazione dei monumenti piuttosto che di restauro». In sostanza, sullUnione europea non si può più puntare come prima. Ma per il Comune restano la fonte principale di entrate. Per tutto il 2010, infatti, Palazzo della Aquile ha stanziato appena 275 mila euro di fondi propri per restauri e manutenzioni straordinarie nel centro storico. Briciole in confronto ai 30 milioni, racimolati con i fondi europei, che dovrebbero andare a coprire una serie di interventi: 12 milioni per la riqualificazione di piazza Marina, piazza Bologni e piazza Vittoria, altri 8,8 per il convento di San Francesco dAssisi, i teatri storici comunali e il Collegio della Sapienza. Le restanti somme saranno destinate ad altre opere di manutenzione straordinaria, tra cui proprio il complesso marmoreo di Re Filippo V sequestrato ieri. «Per questo monumento abbiamo stanziato 2 milioni di euro», dice lassessore comunale al Centro storico, Maurizio Carta. Per la chiesa della Gancia, altro monumento sequestrato in questi giorni, la Soprintendenza ha ottenuto 150 mila euro dal Fec: «Ma sarebbe bastata la manutenzione ordinaria, di sicuro meno onerosa, per evitare questo intervento», dice la Bellanca. Ne è convinto anche lassessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo: «Basterebbe che le amministrazioni svolgessero la normale manutenzione, che è di loro competenza. È più costoso intervenire quando ormai il danno è fatto». Per dire: oggi la Soprintendenza non ha neppure un cestello per pulire le grondaie dei palazzi, che così rischiano infiltrazioni e crolli. «Ma anche al Comune abbiamo risorse insufficienti per la manutenzione ordinaria», dice Carta. E così, al piano di verifiche periodiche della polizia municipale si aggiungono gli interventi di emergenza. «Almeno un centinaio allanno - racconta Crucitti - e nei prossimi giorni ne abbiamo in programma altri nel centro storico e nellarea monumentale sul lungomare». ha collaborato Arianna Rotolo
PALERMO - Gli appelli di Fai, Dimore storiche, Italia nostra e Salvare Palermo. La città darte va in briciole allarme della Soprintendenza
La Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro per la manutenzione della Villa Napoli, ma poi ha ceduto il bene a privati. La Soprintendenza regionale ha avuto a disposizione solo 750 mila euro per gli interventi di massima urgenza nel 2010. I finanziamenti principali per la Soprintendenza arrivano dalla Regione, dal ministero dell'Interno e dall'Unione europea. I soldi sono sempre meno, e le risorse per la tutela dei beni culturali si sono assottigliate progressivamente. Il Comune di Palermo ha stanziato appena 275 mila euro di fondi propri per restauri e manutenzioni straordinarie nel centro storico.
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