Programmati lavori per un milione per irreggimentare le acque piovane nei canali POMPEI - A tre settimane dal crollo della Schola armaturarum le rovine sono sempre lì. La pioggia le ha bagnate e ci pesa sopra. Difficile stabilire se le infiltrazioni cerano già e sono quindi state la causa del cedimento dei muri. Intanto è discordia tra gli ex di Pompei. E la lite Guzzo-Fiori finisce in Procura, anche se larcheologo che ha retto Pompei fino allanno scorso non replica alle accuse del commissario nominato dalla Protezione civile. Inchieste e rovine. Giovedì scorso il sopralluogo del perito nominato dalla Procura di Torre Annunziata. Il procuratore Diego Marmo, che dal 15 gennaio prossimo si occuperà in prima persona della seconda inchiesta su Pompei (la prima è sul discusso restauro del teatro), ascolterà le ragioni dei diretti interessati - ex commissario ed ex soprintendente. Dopo che Guzzo ha firmato con altre 599 persone la petizione di Assotecnici a Napolitano, Fiori ha rivolto accuse gravi allex soprintendente. Come quella di non aver speso i soldi per la tutela del sito. A Pompei smentiscono: le annotazioni del commissario farebbero confusione tra i soldi impegnati e quelli spesi. Tra i due litiganti il terzo - la pioggia di questi giorni - gode. Da ore non piove più e le pozzanghere larghe come laghetti non si contano. Lantico canale fognario di fronte alle Terme è asciutto - e non è un fiume come ogni volta che piove - ma non viene sgorgato da anni. Da alcuni gocciolatoi di tetti e coperture nei vicoli di via dellAbbondanza lacqua scende copiosa come se il temporale fosse ancora in corso. La magistratura ha disposto il transennamento di una vasta area di via dellAbbondanza a partire da quel che resta della Schola armaturarum. Ieri sono state aggiunte due travi che impediscono il passaggio davanti alla Casa di Fabius Amandio, di fronte alle case di Polibio e dei Casti Amanti, dove una pensilina perdeva intonaco. In queste ultime due case, attrazioni principali del commissariato Fiori e visitabili su prenotazione, si può sempre entrare accompagnati, anche se tutto il tratto di marciapiedi è reso impercorribile dalle transenne. Sette sono i punti minacciati da infiltrazioni da Porta Marina al teatro. Lo rivela lindagine Benecon effettuata dalla Guardia di Finanza con un volo aereo dotato di georadar e sensori allinfrarosso, che ha raccolto i dati letti dal team del preside della II Università di Napoli, Carmine Gambardella. «Se avessimo potuto mettere i nostri macchinari nelle case, il crollo si sarebbe evitato», dice larchitetto, che lamenta «di non essere mai stato ascoltato dai tecnici del ministero». Intanto dagli uffici della soprintendenza trapela una indiscrezione: la pioggia è al primo posto tra le preoccupazioni sulla conservazione del sito archeologico e lo sarà anche per il prossimo anno. Per la programmazione dei fondi 2011, non ancora approvata, il capitolo di spesa previsto ammonterebbe a un milione, somma destinata a creare gli scarichi anche dove mancano, in relazione ai recenti interventi commissariali. Ora si parla tanto di precipitazioni che mettono a rischio i resti della città sepolta. Ma convogliare le acque piovane è sempre stato un problema allattenzione della soprintendenza, confermano a Pompei: «Tanto è vero - ricorda Piero Giovanni Guzzo - che nel Piano programma iniziato nel 1997 e continuato fino al 2006 era prevista la utilizzazione del Canale Conte Sarno per ospitare tutte le acque meteoriche di Pompei dei due terzi settentrionali della città, in quanto il canale taglia da est a ovest Pompei, dividendola in due parti disuguali». Preoccupazione datata, quindi, che aveva trovato anche uno sbocco pratico: «Il progetto per la riutilizzazione del canale - continua lex soprintendente - è stato elaborato dintesa con la Provincia di Napoli, e i lavori sono iniziati nel corso di questanno. Questo avrebbe aiutato a risolvere il problema dello scorrimento delle acque superficiali e quindi ridurre il fatto che percolino nel terreno. Infatti dallo studio di Gambardella sembrerebbe che le zone più imbevute dacqua siano proprio quelle che stanno a sud nel Canale Conte Sarno, perché lì cè un gradino in pendenza». Il commissario conosceva il progetto contenuto nel Piano programma? Guzzo si limita a dire: «Era depositato in soprintendenza». Rinviata ancora linaugurazione dellex antiquarium diventato "Visitors center", il grande progetto realizzato dal commissariato insieme al restauro del teatro. Invece di reperti a rischio sotto lacqua (anche quelli), secondo i progetti doveva contenere virtualità e vendita di libri e gadget. Ma ora rischia di rimanere sepolto sotto la pioggia di polemiche tra i sostenitori della tutela e quelli della valorizzazione.
la Repubblica
28 Novembre 2010
La Procura convoca Guzzo e Fiori. Pompei, rovine a rischio pioggia tre settimane dopo il crollo
ST
Stella Cervasio
la Repubblica
A Pompei, le acque piovane continuano a minacciare la città sepolta. La pioggia ha bagnato le rovine e le infiltrazioni sono state segnalate. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e il procuratore Diego Marmo ascolterà le ragioni dei diretti interessati. Tra i litiganti, l'ex commissario Guzzo e l'ex soprintendente Fiori, che hanno accuse gravi l'uno contro l'altro. La pioggia ha anche reso impercorribile il tratto di marciapiedi davanti alle case di Polibio e dei Casti Amanti, visitabili su prenotazione.
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