I monumenti nel degrado Lultimo restauro risale ai primi del Novecento I guasti sono anche strutturali È il campione di visite a pagamento tra i monumenti di Palermo e provincia: 140 mila visitatori che hanno pagato un biglietto tra sei e tre euro nei primi otto mesi del 2010. Ma il magnifico colpo docchio che allingresso rivela il chiostro di Monreale è destinato a trasformarsi in uno schiaffo sul volto del turista. Perché a guardare da vicino le 228 colonnine binate che cingono i suoi lati, la serenità che questo luogo trasmette diventa sgomento: questi gioielli, uno accuratamente diverso dallaltro, sono il ritratto dellincuria e dellabbandono. Poche le colonnine non deturpate da atti vandalici, da scritte incise sulla pietra, da intere superfici sfaldate e annerite, dove le efflorescenze e le patine biologiche hanno creato orribili chiazze. E il danno estetico, forse, è solo il male minore, in un chiostro che fa i conti anche con problemi strutturali. In uno dei capitelli ciò che spicca non è più la finezza del disegno, ma una delle figure femminili dal viso sfigurato: un colpo le ha sfregiato la bocca, sfigurandole i tratti. Quasi un urlo di Munch silenzioso. Ma sono decine i capitelli sui quali lerosione e il vandalismo hanno lasciato tracce indelebili. Come quelle scritte sulle colonnine, tra i preziosi mosaici, sui delicatissimi materiali lapidei: nomi, dediche, date, a penna e pennarello, o incise a forza nella pietra. Sono queste le condizioni del luogo simbolo di quellantica abbazia che accolse i monaci benedettini custodi del Duomo di Santa Maria la Nuova. Oggi il chiostro di anni ne ha quasi 900, e lultimo grande restauro risale solo allinizio del secolo scorso. Da lì, pur rientrando con il Duomo tra le mete più amate dai turisti e tra i candidati allingresso nella world heritage list dellUnesco, combatte contro lusura del tempo, lumidità perniciosa e i fenomeni atmosferici sempre più aggressivi. Ma soprattutto il vandalismo. Quelle colonnine depredate dei tasselli degli splendidi mosaici colorati, lasciando spoglie gran parte delle superfici dei fusti, ferendo lidentità di questo luogo e - non appaia uniperbole - della la Sicilia. Delitti che potevano essere evitati? Dalla soprintendenza fanno sapere che «i custodi controllano accuratamente il chiostro». Ma evidentemente il servizio di vigilanza ha avuto o ha ancora delle falle, visto che molte lesioni sembrano fresche. Quella, per esempio, ai piedi del gruppo tetrastilo inciso con motivi floreali che proprio la Regione ha scelto come simbolo del chiostro: non esiste un sistema di videosorveglianza, non ci sono telecamere interne, e chiunque, dotato di un punteruolo, sottraendosi alla vista dei guardiani può provocare un danno irreparabile. Ma non solo le colonnine sono in condizioni drammatiche. Deturpate dalle infiltrazioni dacqua causate da ostruzioni delle gronde sono molte anche le superfici murari imbrattate da un gran repertorio di velature: scure, verdastre, biancastre, dincrostazioni. Si trovano sulle pareti del chiostro che avvolgono la passeggiata, sui fusti delle colonnine, sugli archi ogivali dal sapore arabo, sulla colonna della fontanina, un tempo riccamente intagliata, oggi annerita e soggetta a formazioni vegetali. È così che. dopo lultimo restauro, il chiostro tira a campare attraverso piccoli interventi specifici. Lultimo cinque anni fa, sui tetti, dove a breve è prevista una nuova operazione della Soprintendenza per tamponare ulteriori infiltrazioni. Ma attualmente, nessun restauro è in programma. Secondo Matteo Scognamiglio, ex direttore del servizio architettonico alla Soprintendenza di Palermo, e neo sovrintendente di Caltanissetta, «Servono unindagine preliminare del contesto e soldi a sufficienza, come quelli previsti dai fondi di rotazione per finanziare studi di questo tipo, necessari, in questo caso, prima di un progetto esecutivo». Questo per via della delicatezza del sito e per la complessità dellintervento. Ai problemi estetici se ne aggiungono di meno visibili, ma più profondi: «Con il tempo, si sono verificati dei micro-movimenti in diversi punti della struttura, causando fratture, deviazioni e piccole scosse spiega Scognamiglio Non ci sono rischi di crollo, è tutto monitorato, in attesa di un restauro generale». Una grande occasione è stata persa trentanni fa. «Negli anni Ottanta spiega Scognamiglio fu affidato uno studio su come affrontare le varie tipologie di degrado alla sezione storico-artistica e allIstituto centrale di restauro. Ma non fu mai concretizzato». Attualmente, lunico progetto previsto riguarda la valorizzazione dei percorsi di fruizione, con il recupero dellex dormitorio benedettino, chiuso da anni per il sistema antincendio incompleto. Mentre lagonia delle colonnine continua inesorabile.
PALERMO - Il Chiostro sfigurato da vandali e incuria. A Monreale danni, furti e muffa in decine di capitelli e colonnine
Il chiostro di Monreale, simbolo della Sicilia, è in condizioni di degrado estremo. Le colonnine sono state danneggiate da vandalismo e infiltrazioni d'acqua, mentre le superfici murarie sono state imbrattate da velature. Il problema è che il sito è stato trascurato e non è stato condotto un restauro generale. L'unico progetto previsto è la valorizzazione dei percorsi di fruizione, con il recupero del dormitorio benedettino. Il sovrintendente di Caltanissetta, Matteo Scognamiglio, sostiene che servono un'indagine preliminare e fondi sufficienti per finanziare studi e progetti di restauro.
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