Gli impianti nel senese. Polemiche sulla sicurezza ENel Green Power annuncia lapertura di altre due centrali, che porta a 35 il numero degli impianti della geotermia in Toscana, uno dei poli più grandi al mondo che copre il fabbisogno di tre milioni di famiglie con lenergia ricavata dal calore della terra (in totale il 25 dellenergia utilizzata dai toscani viene dalla geotermia). Ma mentre prosegue la diffusione delle centrali, in una delle zone di produzione, lAmiata, non cessa lopposizione che induce associazione Civitas, Idv, Prc, Lega Nord, Pdl e Lista civica per Abbadia S.Salvatore a chiedere approfondimenti su unindagine epidemiologica dellagenzia regionale di sanità della Toscana per la quale la zona è colpita da malattie gravi in quantità superiore alla media regionale. Le due nuove centrali da 20 megawatt ciascuna sono state inaugurate in provincia di Siena, a Chiusdino e Radicondoli, e portano a 725 megawat la capacità complessiva dei 35 impianti. La produzione delle due nuove centrali, che si realizza "spillando" calore dalla terra, corrisponde ai consumi elettrici di 110 mila famiglie, evita emissioni di 300 mila tonnellate di anidride carbonica e fa risparmiare combustibili fossili pari a 87 mila Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). «Energia pulita - sostiene lEnel - grazie ad impianti progettati rispettando il paesaggio e realizzati garantendo i migliori standard di sicurezza e utilizzando imprese e manodopera locali». Incoraggiato dalla Regione, di cui Enel è concessionaria, e ben accetto nellarea pisana, lo sviluppo geotermico continua ad essere però osteggiato sullAmiata. Sei sigle partitiche e dellassociazionismo di Abbadia San Salvatore rilevano che un recente studio dellArs Toscana segnala «nellarea geotermica sud una mortalità dei maschi in eccesso sia in generale (13) che in particolare per tumori (19) tra i quali hanno notevole incidenza quello dello stomaco e del fegato, eccessi di mortalità delle femmine per malattie respiratorie acute e dellapparato digerente, e nel comune di Abbadia un tasso di mortalità per tumori superiore del 34 rispetto alla media toscana». Chiedono approfondimenti così come fa lArs, sebbene ritenga improbabile il nesso di causalità tra fattori ambientali e criticità sanitarie, «ritenendo che per molte patologie le cause siano da ricercare in elementi di diseguaglianza economica e sociale, in stili di vita e condizioni di lavoro poco salutari».