Missineo: le Soprintendenze intervengono ma gli enti proprietari devono impedire il degrado Martino Caminiti Palermo Ancora un monumento in cattive condizioni sequestrato a Palermo, il terzo in pochi giorni. Gli uomini del Nucleo Tutela Patrimonio artistico della Polizia municipale hanno apposto i sigilli all'intero complesso monumentale ubicato nel parco antistante piazza del Palazzo Reale, sede del'Assemblea regionale. Si tratta del Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna, una composizione architettonica e scultorea del 1661 dedicata al sovrano, la cui statua a figura intera si eleva al di sopra di un complesso trofeo marmoreo ricco di statue, rilievi, fregi, epigrafi. Il sequestro rientra in un piano di verifiche dei beni culturali cittadini predisposto dal comandante della Polizia municipale Serafino Di Peri. Gli accertamenti hanno permesso di accertare una situazione di incuria, di atti vandalici e di furti che hanno degradato il monumento. È stata accertata la completa e prolungata assenza di pulizia e tutela, l'opera risulta infestata da vegetazione spontanea che ha causato spaccature e distacchi di alcune sue parti. Nella parte destra del trofeo, in prossimità dell'ingresso, risulta rubata una considerevole parte della balaustra che circonda la rappresentazione centrale. Sparite pure le otto colonne marmoree poste a sostegno della balaustra stessa oltre ai battenti dell'antica cancellata che delimitava l'accesso al monumento. Diverse statue sono danneggiate e prive di alcune parti. Nel corpo centrale si notano parti frantumate, distaccate e pericolanti, le quali costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, in particolare un'ampia lastra di ardesia è distaccata ed in procinto di crollare. Nel 2006 il monumento era già stato sequestrato da un precedente intervento del nucleo, ma fino ad oggi nessun provvedimento risulta essere stato adottato per la sua salvaguardia e per la tutela della Pubblica incolumità, determinando il peggioramento delle sue condizioni e addirittura la crescita di alberi con fusti considerevoli tra i gradini del complesso e tra le composizioni scultoree con ulteriore aggravamento dei danni presistenti. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal sostituto procuratore Salvatore Leopardi. Il complesso scolpito in marmo bianco è di proprietà del Comune di Palermo ed è sottoposto a vincolo monumentale dalla Soprintendenza. Eretto nel 1661, fu progettato da Carlo D'Aprile con la collaborazione degli scultori, Luigi Geraci, Gaspare e Pietro Serpotta, e altri marmorari. «La Regione interverrà, come sempre, per tamponare le emergenze, fermo restando che le nostre risorse non sono infinite. Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte ma gli enti che sono proprietari di beni culturali devono collaborare e non possono tirarsi indietro dal farsi carico delle loro responsabilità» ha detto l'assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Missineo, dopo i sequestri della chiesa della Gancia, dell'Arco della Zisa e del Complesso Marmoreo di Filippo V di Palermo. «Spesso viene chiesto alle Soprintendenze di agire immediatamente per rimediare a notevoli ritardi. Invece - aggiunge basterebbe che le amministrazioni svolgessero la normale manutenzione, che è di loro competenza, per scongiurare il degrado rispettando anche i criteri di economicità visto che è più costoso intervenire quando ormai il danno è fatto». «La Gancia precisa Missineo fa parte del patrimonio del Fondo Edifici di Culto, amministrato dal ministero dell'Interno. La Zisa e il monumento di Filippo V sono di proprietà del Comune di Palermo».