Sono stati 555 i primi visitatori del Teschio di Hirst, ieri, a Palazzo Vecchio dalle 9 di mattina alle 18. Un inizio non proprio in pompa magna, ma era venerdì e per fare un primo bilancio bisogna aspettare gli esiti del week-end. Non ci sono state file ieri nel Salone de' Cinquecento, blindato come annunciato, dove era stato allestito un serpentone con dei passamano per organizzare chi fosse arrivato e poteva restare in coda. Tempi veloci invece per entrare nello studiolo di Francesco I, dove è collocata l'opera di Hirst. Ma proprio dal numero di biglietti staccati parte la nuova polemica del Pdl contro l'evento. «La debole negoziazione che il Comune di Firenze ha fatto con la società organizzatrice della mostra (la Arthemisia Group Srl) prevede che "comunque vada" l'afflusso di pubblico al Comune, sarà garantito l'importo incassato nel periodo dal 26 novembre 2009 al primo maggio 2010 dalla bigliettazione del Museo di Palazzo Vecchio. Tale importo sarà maggiorato di un parametro del 6 che (è riportato in delibera) è la misura del trend di crescita dell'accesso ai musei». Ma questo «minimo garantito» che ha portato il Comune a dire che la mostra è a costo zero per Palazzo Vecchio, è invece un «possibile danno erariale». Perché? «Perché è un tetto alle entrate» spiegano Marco Stella, Mario Tenerani e Massimo Sabatini del Pdl secondo cui gli ingressi a Palazzo Vecchio hanno una tendenza già adesso in aumento: un più 24 per cento, ci dicono gli uffici» che, secondo i consiglieri, andrà a beneficio dei privati che organizzano la mostra. Su questi aspetti e sulle altre critiche avanzate in queste settimane, il Pdl, tramite il loro deputato Gabriele Toccafondi, presenterà due interrogazioni in parlamento, ai ministri alla cultura Bondi e all'interno Maroni. E poi, l'attacco politico: «Il curatore della mostra, Francesco Bonami, viene spesso citato in iniziative del Comune, come le Murate o il bar Camp. Domandiamo: ma allora Giuliano da Empoli è davvero l'assessore o è qui solo per avere un curriculum più lungo?». Ma ce n'è anche per Renzi che «dopo aver difeso da Empoli» si è assunto direttamente «la responsabilità di questa mostra». E ha così difeso un'opera legata ai due altri «responsabili», cioè lo stesso Francesco Bonami e da Empoli, «entrambi nella fondazione di Montezemolo», cosa che potrebbe, secondo Stella, avere un significato «anche per gli equilibri del Pd». I consiglieri, che sostengono sarebbe stato meglio presentare Hirst a Palazzo Strozzi, «sede di tante mostre d'arte», hanno poi ricordato che hanno già «rappresentato» i loro dubbi sul metodo («non sul merito dell'operazione, si tratta di arte») al prefetto di Firenze.
Firenze, Palazzo Vecchio. Primo giorno in cinquecento. Più polemiche
Ieri, 555 persone hanno visitato il Teschio di Hirst al Palazzo Vecchio di Firenze. Il numero di visitatori è stato inferiore alle aspettative, ma il fine settimana potrebbe portare un aumento. Il Comune di Firenze ha fatto una debole negoziazione con la società organizzatrice della mostra, garantendo un minimo di entrate per il periodo dal 26 novembre 2009 al 1° maggio 2010. Tuttavia, i consiglieri del Pdl sostengono che questo minimo potrebbe essere un danno erariale, poiché gli ingressi a Palazzo Vecchio stanno già aumentando. Il Pdl presenterà due interrogazioni in parlamento per discutere di questi aspetti.
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