Dopo le polemiche scatenate nelle scorse settimane, il Pdl porta in Parlamento il caso di 'For the love of god', il teschio di platino tempestato di diamanti creato dall'artista star Damien Hirst e valutato intorno ai 100 milioni di euro, esposto da oggi fino al primo maggio in Palazzo Vecchio. «L'onorevole Gabriele Toccafondi - ha annunciato stamani a Firenze in conferenza stampa il consigliere comunale del Popolo della Libertà Marco Stella - ha presentato due interrogazioni parlamentari, una al ministro Maroni ed una al ministro Bondi, per accertare davvero che, nell'organizzazione di questa mostra, il principio costituzionale della trasparenza, previsto dall'articolo 97 della Carta, sia stato davvero rispettato dal Comune. Abbiamo scoperto - ha aggiunto - anche da un'inchiesta del Giornale della Toscana, che dietro ad Artemisia, la società che cura l'evento, ci sono due società fiduciarie: noi crediamo che gli enti locali non debbano avere rapporti con società fiduciarie, perchè dietro queste società non si sa chi sono i soci. Quindi secondo noi il principio di trasparenza previsto in Costituzione è violato» Toccafondi presenta due interrogazioni ai ministri Maroni e Bondi «Vogliamo chiarezza e trasparenza sull'organizzazione della mostra» Il teschio di Hirst finisce in Parlamento. Non quello dell'artista inglese, che fisicamente si trova ancora esposto a Palazzo Vecchio, ma il caso scoppiato nelle scorse settimane per la mostra (fortemente voluta dall'assessore Giuliano Da Empoli) «For the love of god» arriva sul tavolo dei ministri Maroni e Bondi. Il deputato fiorentino del Pdl Gabriele Toccafondi ha infatti presentato due interrogazioni parlamentari, una al ministro degli Interni ed una al ministro della Cultura, per chiedere se nell'organizzazione della mostra sia tutto chiaro e trasparente. «Così verrà accertato - ha spiegato ieri mattina il consigliere comunale del Pdl, Marco Stella - se davvero nell'organizzazione di questa mostra, il principio costituzionale della trasparenza, previsto dall'articolo 97 della Carta, sia stato davvero rispettato dal Comune. Abbiamo scoperto - ha aggiunto - anche da un'inchiesta del Giornale della Toscana, che dietro ad Artemisia, la società che cura l'evento, ci sono due società fiduciarie: noi crediamo che gli enti locali non debbano avere rapporti con società fiduciarie, perchè dietro queste società non si sa chi sono i soci. Quindi secondo noi il principio di trasparenza previsto in Costituzione è violato. Inoltre - ha aggiunto - noi faremo le pulci a questa mostra anche per quanto riguarda i conti, che non ci convincono». Il teschio di platino tempestato di diamanti creato dall'artista Damien Hirst, e valutato intorno ai 100 milioni di euro, diventa insomma un caso nazionale. Ma il Pdl chiede chiarezza. «La mostra, infatti, - ha sottolineato Stella - mette sostanzialmente un tetto agli incassi derivanti dalle visite. In base agli accordi con Artemisia, essi non potranno essere superiori a quelli dell'anno scorso derivanti dagli ingressi in Palazzo Vecchio con l'aggiunta del 6», calcolato su una stima del trend di aumento nell' afflusso di visitatori registrato nel 2010. Secondo il centrodestra, però, nel 2010 rispetto all'anno precedente l'incremento è stato superiore al 6, andandosi ad attestandosi, nei primi dieci mesi, intorno al 24. «Valuteremo, a mostra finita, se il caso presenta gli estremi del danno erariale - ha concluso Stella - in ogni caso, da questa esposizione Palazzo Vecchio ha soltanto da rimetterci». «I dati forniti dagli uffici hanno spiegato anche i consiglieri comunali Massimo Sabatini e Mario Tenerani dimostrano che la tendenza di crescita dell'accesso ai musei è del 24. Altro che 6... E attenzione: questa è solo la media di confronto 2010-2009. Quali numeri sono stati presi per fermarsi al 6? Questo è un errore certo. Se con maggiore attenzione si analizzano gli ultimi mesi di rilevazione (ossia agosto, settembre, ottobre, dati tutti disponibili al momento dello studio dell'accordo) la tendenza recente è ancora più alta, ossia del 33,3. Non è giustificabile in alcun modo un parametro così basso come il 6, se non facendo ricorso all'assoluta leggerezza in negoziazione ed imprecisione nei calcoli. Se proprio si doveva accettare il "minimo garantito", questo doveva essere a 804.353,13 euro (cui si giunge applicando il vero 33,3 in più). E già questo rappresenta una perdita secca per il Comune di ben 164.732,49 euro. Ma il vero smacco per il Comune, in realtà, nasce dalla perdita di opportunità - hanno concluso i consiglieri del Pdl -. La stessa mostra, infatti, (dati sempre citati in delibera) è stata visitata nell'ultima esposizione ad Amsterdam da 250mila persone in un mese e mezzo. Quindi ha un potenziale di 160mila visite al mese. Vediamo quanto potranno incassare Arthemisia e Comune nelle tre ipotesi di scarso, medio e alto successo della mostra».
Firenze, Palazzo Vecchio. Teschio di Hirst, il Pdl porta il caso in Parlamento
Il Pdl ha presentato due interrogazioni parlamentari per accertare se il Comune di Firenze abbia rispettato il principio costituzionale della trasparenza nell'organizzazione della mostra "For the love of god" di Damien Hirst. La mostra, che esporrà il teschio di platino tempestato di diamanti, è stata organizzata dalla società Artemisia e ha un tetto agli incassi derivanti dalle visite. Il Pdl ha anche criticato la mostra per aver messo un tetto agli incassi derivanti dalle visite, che non potranno essere superiori a quelli dell'anno scorso derivanti dagli ingressi in Palazzo Vecchio con l'aggiunta del 6.
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