Ancora una bocciatura della Corte costituzionale. Protesta lassessore allAmbiente La Corte costituzionale boccia ancora la Regione Puglia. Questa volta sulleolico. Sotto i colpi della Consulta è finita la legge regionale del 2007 che, richiamando un regolamento del 2006, subordinava linstallazione di nuovi impianti allapprovazione da parte dei comuni di un Piano di realizzazione degli impianti eolici. Secondo i giudici costituzionali le Regioni non possono indicare i luoghi in cui non è possibile costruire gli impianti eolici perché il loro «corretto inserimento» deve avvenire secondo linee guida nazionali. Inoltre, nel prevedere limiti, condizioni e adempimenti al cui rispetto è subordinato il rilascio dellautorizzazione, le norme regionali violano i principi fissati dal legislatore in materia di produzione, trasporto e produzione nazionale dellenergia. Lassessore allEcologia, Lorenzo Nicastro non si scompone: «Quel regolamento risulta ad oggi superato dalla recente regolamentazione introdotta dalle linee guida nazionali». Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, ricorda che quel regolamento «ha sin qui garantito la tutela del territorio e del paesaggio, pur sapendo che si trattava di una sorta di forzatura nei confronti del governo nazionale, che dal 2003 si era impegnato ad approvare linee guida arrivate solo a settembre 2010». È stato il Tar a sollevare uneccezione di incostituzionalità nellambito di una controversia tra la Farpower e la Regione che le aveva negato lautorizzazione per un parco eolico.