Presentata, dopo sette anni di lavoro, la mappa archeologica della provincia Innocenti: «Per gli amministratori sarà uno strumento di lettura e di analisi delle proprie comunità» «Lo scopo dell'opera è anche quello di costituire, per gli amministratori, uno strumento di lettura e analisi dell'identità storico-geografica delle proprie comunità, poiché amministrare non significa solo raccogliere e interpretare le istanze, ma soprattutto precederle». Traduzione: i sindaci dovranno impedire nuovi interventi e insediamenti, se l'archeologia dice di no. Lo ha spiegato l'assessore alla cultura della Provincia, Chiara Innocenti, in occasione della presentazione ufficiale della "Carta archeologica della Provincia di Pistoia", al palazzo dei vescovi. L'opera è stata pubblicata con il contributo determinante della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia. Alla stesura hanno collaborato il Ministero per i beni e le attività culturali, tramite la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, la Provincia e l'Igm, scronimo che sta per Istituto geografico militare; alla stampa dei due voluimi, ha pensato proprio l'Igm di Firenze, notoriamente lo scrigno più prestigioso per chi voglia conoscere a fondo il territorio. «Questo libro servirà in primis agli studiosi - ha ulteriormente spiegato l'assessore Innocenti -, visto che riordinare e catalogare reperti e siti è un fatto culturale, ma sarà anche uno strumento di orientamento, per non dire indispensabile, a chi governa un territorio, per la definizione dei piani strutturali. Come sarà utile alla Provincia - ha concluso - nella gestione di politiche di assetto del territorio e nel governo del piano territoriale di coordinamento». Una raffinata edizione in cofanetto, comprendente anche una preziosa raccolta di grandi cartine archeologiche di tutti i ventidue comuni della provincia, dà conto, punto per punto, di tutti i rilievi e siti finora conosciuti a Pistoia e dintorni. L'elegante volume, corroborato da molte riproduzioni cartografiche, è il frutto di un lungo lavoro collettivo di esperti coordinati da Paola Perazzi, iniziato nell'ormai lontano 2003, allorquando la Soprintendenza, mise a punto un progetto pluriennale finanziato con fondi della programmazione ordinaria del Mibac, reiterati negli anni. Chi vi lavorato si è preso l'onore di analizzare a fondo le fonti documentarie, censire i depositi dei reperti, controllare sul campo l'esistenza e l'entità dei siti, tramite l'incrocio dei dati, con il conseguente loro posizionamento cartografico georeferenziato, sia su supporto cartaceo che informatizzato. I punti sistematizzati sono 192, tutti mappati su base cartografica dell'Igm. «È stato fatto un censimento per tutelare il territorio», sottolinea in prefazione, la soprintendente Fulvia Lo Schiavo, alla quale fa eco la curatrice del volume, affermando che «l'obiettivo è quello di sistematizzare tutti i siti noti. Perché lo studio dele carte archeologiche - insiste la soprintendente - è oggi l'ago della bilancia politica per una strategia di controllo e difesa». «In questa opera - dice ancora Lo Schiavo - attenti professionisti, Pasquino Pallecchi, Gabriella Capecchi, Lapo Baglioni, Giovanni Millemaci e Cristina Taddei, hanno contribuito ad illuminare siti senza causa apparente e poco apparenti, ma di notevole valore documentario».
TOSCANA - PISTOIA. Ritrovate le radici della nostra storia
La Provincia di Pistoia ha presentato la "Carta archeologica della Provincia di Pistoia", dopo sette anni di lavoro. L'opera è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e ha coinvolto il Ministero per i beni e le attività culturali, la Provincia e l'Istituto geografico militare. Il volume riordina e cataloga reperti e siti archeologici, fornendo uno strumento di lettura e analisi dell'identità storico-geografica delle comunità. L'opera sarà utile agli amministratori per definire i piani strutturali e governare il piano territoriale di coordinamento.
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