Il consiglio comunale ha approvato le norme sulle tinteggiature dei palazzi. Ovunque: al centro storico come lungo la fascia costiera e nelle periferie ALGHERO. Il consiglio comunale ha detto che sono finiti i tempi nei quali ciascun costruttore decideva, per suo conto, quali tinte utilizzare per i propri palazzi. L'effetto "arlecchino" va in archivio. L'assemblea Civica ha infatti approvato il piano del colore della città, una decisione quasi rivoluzionaria viste le antiche abitudini secondo le quale le facciate si dipingevano a seconda dei residui di magazzino delle tinte provenienti da precedenti costruzioni. Senza distinzioni: sulla fascia costiera, a ridosso del centro storico, nelle periferie. Ora si cambia pagina e l'operazione può essere considerata anche un salto di qualità sul piano culturale visto che si parla di una città turistica che proprio dall'industria delle vacanze vuole garantirsi sviluppo ed economia. La proposta di piano, dopo il passaggio in Commissione Edilizia e l'approvazione in Commissione Urbanistica, è stata illustrata in Consiglio dall'assessore all'Urbanistica Maurizio Pirisi, è ha ottenuto riscontro unanime da parte di tutti i consiglieri. Il Piano mira alla riqualificazione e alla valorizzazione dell'immagine della città attraverso norme e procedure che disciplinano le operazioni di manutenzione, conservazione e restauro delle facciate degli edifici (pubblici e privati) che ricadono sul territorio comunale. Il colore, infatti, costituisce un elemento fondamentale nella lettura e nella attenzione ad una nuova qualità ambientale, in quanto alla situazione di degrado dello spazio urbano contribuiscono in maniera rilevante le colorazioni dell'ambiente costruito e quindi l'introduzione di gamme cromatiche, tecniche e materiali che male si adattano alla cultura dell'edificato nelle aree urbane. Si tratta di uno strumento di pianificazione attuativa, vincolante per il centro storico e indicativo per tutto il resto del territorio comunale, che valorizza gli scenari fisici della città e degli edifici di valore storico esistenti attraverso il recupero dei caratteri architettonici originali. Lo studio è stato redatto dal personale tecnico interno al comune, coordinato dall'architetto Giovannangela Floris, che ha completato e sistemizzato l'analisi conoscitiva delle informazioni raccolte dai laboratori di ricerca che hanno operato nel corso di diverse annualità con lo scopo di garantire l'individuazione, la conservazione e la tutela del patrimonio edilizio locale. Il Progetto è composto dalla catalogazione dei materiali adoperati per gli intonaci, dall'analisi dei cromatismi e delle tinte utilizzate nelle facciate, da un approfondito studio sulle tecnologie e sui materiali usati per la realizzazione dei fabbricati, dall'analisi degli elementi morfologici e di finitura con la tipologia originaria (colori, infissi e chiusure, rivestimenti, elementi decorativi, ecc.) oltre che dalle norme di Attuazione che costituiscono il punto cardine. La proposta ha avuto l'approvazione del Servizio Tutela del Paesaggio e del ministero per i Beni Culturali, Soprintendenza per i Beni Paesaggistici che ne condividono le finalità, il livello di approfondimento raggiunto oltre che la qualità dei contenuti, a conferma di uno studio affrontato con torte impegno professionale. Le facciate giallo, rosso, verde, azzurro, celeste e celestino vanno dunque in archivio. «Abbiamo indubbiamente fatto in questo senso sostiene l'assessore Maurizio Pirisi un importante passo in avanti che ora è possibile concretizzare con il Piano del colore». Uniformità. e decoro in tutta la città: mettere ordine senza lasciare al singolo scelte discutibili