Dal Colosseo alla Torre di Pisa, blitz degli universitari nelle grandi città. Scontri con la polizia Rinviato il voto sulla riforma. Gelmini: se la stravolgono la ritiro Dai tetti delle facoltà all'occupazione dei monumenti-simbolo: Colosseo, Torre di Pisa, Mole Antonelliana, Abbazia del Santo a Padova. Continua la protesta degli studenti contro la riforma dell'Università. Scontri a Firenze e Torino. A Montecitorio governo battuto su un emendamento di Futuro e libertà, approvato grazie al sostegno di Pd, Udc, Idv e anche per le assenze tra i banchi del Pdl. Il voto della Camera slitta a martedì. n ministro Gelmini minaccia il ritiro del provvedimento se il testo venisse snaturato dall'approvazione di altri emendamenti dei finiani. ROMA «Al Vaticano, andiamo al Vaticano!». L'urlo sale sempre più forte mentre il corteo si scioglie davanti alla metro «Colosseo». La pioggia non ferma le proteste degli studenti universitari. Per i prossimi giorni annunciano iniziative a sorpresa, altri blocchi del traffico. Per loro Roma è la capitale del fronte «no-Gelmini». I primi successi del movimento hanno galvanizzato le centinaia di ragazzi che anche ieri mattina si sono dati appuntamento in centro. Dopo il Senato, volevano assediare Montecitorio, ma l'imponente servizio d'ordine gliel'ha impedito. Così, nel pomeriggio, a decine hanno forzato gli ingressi del Colosseo e sono saliti al primo e al secondo anello dell'Anfiteatro Flavio da dove hanno srotolato lo striscione: «Nessun taglio, nessun profitto». Mezz'ora di occupazione, con corteo all'interno del monumento, al grido «I leoni siamo noi!», davanti ai turisti incuriositi, con i poliziotti in assetto antisommossa rimasti in strada a controllare l'iniziativa. Un blitz con i fumogeni che non sembrava tuttavia improvvisato: sempre ieri, infatti, universitari e ricercatori hanno occupato simbolicamente anche altri famosi monumenti: la Torre Pendente a Pisa, la Mole Antonelliana a Torino, la Basilica di Sant'Antonio a Padova. Lo stesso hanno tentato di fare a Siena, sulla Torre del Mangia, in piazza del Campo, dove però i ragazzi sono stati scoperti e allontanati. Dovunque ancora slogan e striscioni contro la riforma universitaria, ma rari contatti con le forze dell'ordine. Tranne che a Firenze e a Milano, dove ci sono stati tafferugli, cariche della polizia e feriti leggeri. Proteste e momenti di tensione anche a Pavia, Bologna, Macerata, Ancona, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari. Una situazione in rapida evoluzione che adesso preoccupa il Viminale. Il tentativo di invasione di Palazzo Madama di mercoledì scorso (i due studenti arrestati sono stati scarcerati, saranno processati il 16 dicembre, ndr.) e il moltiplicarsi delle iniziative che saranno organizzate nei prossimi giorni dai movimenti studenteschi hanno spinto il Dipartimento di Pubblica sicurezza a rinforzare con duemila agenti i reparti delle principali città. Solo a Roma ne sono stati già dislocati 800. Potenziata la vigilanza davanti agli obiettivi istituzionali. Massima attenzione, in particolare, sulla manifestazione della Cgil di domani, sempre nella Capitale. Si attendono zoo mila persone provenienti da tutta Italia. Il Dipartimento ha inviato una circolare ai prefetti e ai questori affinché vengano monitorate le partenze per Roma e siano allestiti servizi mirati nelle stazioni ferroviarie e negli snodi autostradali. Il timore è che le proteste del mondo del lavoro e dei precari possano fondersi con quelle degli studenti, favorendo l'infiltrazione nel corteo di gruppi violenti capaci di creare disordini ben più gravi di quelli degli ultimi giorni. In fondo anche ieri mattina, nel centro di Roma, non mancavano volti coperti dalle banda-ne e caschi calati fino agli occhi. Un'altra mattinata ad alta tensione: da una parte il sit-in davanti a Montecitorio, dall'altra il corteo non autorizzato che, prima dell'irruzione al Colosseo, ha attraversato il lungotevere, via del Corso e piazza Venezia. Duemila giovani in marcia con tamburi e fumogeni, nel giorno in cui è stata rinviata «a data da destinarsi» l'inaugurazione dell'anno accademico dell'università «La Sapienza». E poi, nel pomeriggio, ancora il sit-in dei ricercatori precari a piazza Navona, con la partecipazione del regista Ettore Scola e dei cantanti Fiorella Mannoia e Antonello Venditti, che poche ore prima era salito sul tetto della facoltà di Architettura a Fontanella Borghese, occupato da 4 giorni dai ricercatori, insieme con Nichi Vendola e un gruppo di parlamentari di Futuro e libertà.