l'Unità ROMA. Anche questa è andata. A colpi di fiducia, ma è andata. Adesso Villa Certosa è al sicuro, come le villette, ì piccoli e i grandi abusi sulle ceste, sulle rive di fiumi e laghi, in montagna, nei parchi. Ovunque. Là dove non aveva osato il condono è arrivato il maxiemendamento alla delega ambientale votato ieri al Senato con 158 voti favorevoli, due contrari e 1 astenuto. Il centro sinistra fuori dall'aula durante il voto, la parola «vergogna» più volte volata tra i banchi e sulle teste di un centro destra imbarazzato ma ubbidiente all'ordine di scuderia. Un altro brutto giorno per la Repubblica. Se sparisce il reato. Il presidente Pera ha dovuto sospendere la seduta 3 volte ed espellere dall'aula i verdi Cortiana, Turroni, De Petris, Donato e Boco. Alcuni senatori, come Giuseppe Specchia, di An, invece, le hanno provate tutte per difendere l'indifendibile. Sostenendo che ci sono una marea di ecomostri che la sinistra non ha voluto demolire. Invece, adesso, arriva questo maxiemendamento e voilà Punta Perotti cade giù come fosse carta velina. Nessuno dice che a stabilire l'abbattiménto è stato un tribunale, dopo la lunga battaglia per tenerlo su portata avanti dall'ex sindaco di centro destra Di Cagno Abbrescia. Nessuno della maggioranza osa dire, per esempio, che accanto alle pene più pesanti introdotte per gli abusi più gravi, c'è anche il comma 36 che permette un inedito clamoroso: se chi ha commesso un abuso, ripristina la situazione originale prima della sentenza di condanna il reato viene estinto. Questo vuole dire che se un pinco pallino qualunque si è costruito la villa sulla spiaggia se la può godere fino al giorno prima della sentenza del tribunale. Così il giorno dopo nessuno potrà condannarlo. Non era mai accaduto che un reato penale si estinguesse grazie ad un codice dei Beni culturali. Il ministro Urbani sarà ricordato anche per questo. Ed è chiaro sin d'ora. che anche alla Camera andrà nello stesso modo. E chi se ne frega se l'Italia conserva il 60 dei Beni culturali mondiali. Gasbarri del gruppo Ds-Ulivo ricorda come il senatore Emiddio Novi, Fi, «urlava che mai e poi mai si sarebbe dovuto fare quel Comma 32 dell'articolo 1 della legge delega». Infatti, prima fu eliminato, poi reinserito peggiorato. E Novi oggi è qui che vota come un soldatino. L'avvocato Cesare Previti ha fatto il suo lavoro. Poche ore di impegno ed ecco qua il primo condono nelle aree protette. Pera si chiede se ci sono i relatori in Aula, Turroni dei Verdi risponde: «Si vergognano». Mario Greco di Fi spiega che non ce la fa proprio a votare, lui magistrato per 30 anni un senso dello Stato ancora ce l'ha. Specchia invita il centro sinistra a dire le cose come stanno e ad avviare un'indagine conoscitiva su tutti i senatori perché è convinto che oltre a Villa Certosa sono tante le situazioni che verrebbero sanate. Fa allusioni. Gavino Angius, Ds, non ci sta al gioco delle illazioni e rilancia: «Facciamo una commissione parlamentare d'inchiesta». Telecamere no. Intanto arriva la decisione: non ci sarà la diretta Tv sul voto. Dai banchi dei Verdi si sente un «Vergogna, state spogliando l'Italia». È solo l'annuncio di quanto accadrà di lì a poco. Novi prova a parlare, a voce bassa. I Ds urlano: «Ti vergogni a parlare più forte?». Inizia la bagarre. I Verdi insorgono, il presidente li richiama. Novi parla di «presunto condono» e l'opposizione si accende. Appaiono gli striscioni: «State spogliando l'Italia». Poi alcuni senatori Verdi, Ds e Margherita, alzano i cartelli: «Villa Certosa ringrazia» «Villa Certosa la casa abusiva delle libertà». Pera sospende la seduta per 12 minuti. Governo Attila. Ai rientro i Verdi continuano, vengono espulsi e i lavori si fermano ancora. Durissimi gli interventi dell'opposizione in Aula. «Questo provvedimento è un nuovo attacco all'ambiente - dice Gavino Angius, capogruppo Ds -. È un provvedimento incostituzionale, perché la Costituzione tutela l'ambiente, mentre questa legge lo devasta. È il quarto provvedimento di condono in pochi anni. Con questo provvedimento ormai è stato condonato tutto quello che è stato costruito abusivamente in qualsiasi angolo d'Italia». Fausto Giovanelli, Ds, aggiunge: «La sanatoria avrà effetti penali, amministrativi, e di conseguenza anche civilistici dei lavori e delle trasformazioni di ogni genere compiuti in violazione delle norme di tutela paesistica previste dalla legge Bottai del '39, dalla cosiddetta legge Galasso, dalla legge sui parchi». Willer Bordon, capogruppo della Margherita ricorda: «L'attuale ministro dell'Ambiente ottenne il premio Attila nel '94, la prima volta che ricoprì questo incarico. Ho umana simpatia per Matteoli, ma in questo contesto perfino Attila avrebbe il diritto di iscriversi al Wwf o a Legambiente». Annota, Bordon, che un teatro greco non ha «volume, come una piscina». Quindi chiunque volesse... Tommaso Sodano di Rc:«Il governo fa l'ennesimo regalo alla cultura dell'illegalità e del cemento su cui costruiscono le proprie fortune le mafie del nostro paese». Nota a margine: in Aula non c'erano né il ministro Matteoli, né il ministro Urbani.
Il Senato vota la fiducia: più cemento per tutti
Il Senato ha approvato un maxiemendamento alla delega ambientale con 158 voti favorevoli, due contrari e 1 astenuto. Il provvedimento consente il condono per gli abusi sulle ceste, sulle rive di fiumi e laghi, in montagna, nei parchi. Il presidente Pera ha dovuto sospendere la seduta tre volte e espellere alcuni senatori. Il ministro dell'Ambiente Urbani sarà ricordato per questo provvedimento. L'opposizione ha criticato il provvedimento, affermando che è un nuovo attacco all'ambiente e incostituzionale. Il governo ha ottenuto il voto con l'aiuto di alcuni senatori del centro destra.
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