Il critico: "Pollock a fianco del Tintoretto e da Gheddafi le statue di Leptis Magna» Jackson Pollock incontra Tintoretto nello scenario della scuola grande di San Rocco, Hieronymus Bosch si confronta con le magnifiche rappresentazioni fiamminghe del neorestaurato breviario Grimani, la Tempesta di Giorgione va al Louvre in cambio del Concerto Campestre di Tiziano che trova collocazione a palazzo Grimani. E ancora: nella sede della sovrintendenza veneziana arriva direttamente dalla Galleria Borghese di Roma l'Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, approda la bellezza traslucida delle statue del sito archeologico libico di Leptis Magna e, in attesa della nuova esposizione delle opere raccolte da Francesca Tyssen, trovano posto anche i dipinti di Gino Dedominicis dell'immensa collezione Koelliker. Antico, moderno e contemporaneo tutto insieme per un programma che coinvolge il prima, il dopo e il durante della Biennale. «Perché tutto è arte contemporanea», ripete Vittorio Sgarbi che ieri è tornato a Venezia per starci i prossimi cinque anni. «Quindi state tranquilli che questa volta sopravviverò ai governi, ai governatori e ai sindaci», aggiunge il critico che ieri ha voluto ribadire anche i suoi programmi per il padiglione Italia della Biennale. Dai primi di giugno infatti oltre all'incontro tra Pollock e Tintoretto che ha già indispettito la curatrice della Biennale Bice Curiger che voleva invece portare i dipinti di San Rocco all'Arsenale, il padiglione Italia sarà impreziosito da una piccola esposizione ricercata che coinvolgerà architettura, scultura e pittura nelle sale dell'ex negozio dell'Olivetti di piazza San Marco, oggi gestito dal Fai. «Le opere di Carlo Scarpa, Alberto Viani e Gianni De Luigi nel segno del design e dell'arte contemporanea», spiega Sgarbi. Perché sono le opere a dialogare tra loro e non gli autori: la regola dei viventi viene abolita. A sentire Sgarbi anche i finanziamenti non saranno un problema. E' vero che lo Stato italiano versa cifre più modeste rispetto a quello francese ma è altrettanto vero che i fondi si possono reperire presso le Regioni, le Province, i Comuni e soprattutto presso le fondazioni bancarie. «Non lamentiamoci sempre come se fossimo dei pezzenti, se ci sono idee arrivano soldi», puntualizza il sovrintendente. E quindi ecco che la sede della sovrintendenza, ripensata come sala espositiva dopo il successo del Giorgione a palazzo Grimani, ospiterà a partire dal 18 dicembre le opere di Bosch, l'originale del breviario Grimani (attualmente custodito alla Marciana) a cui sarà affiancata anche una copia digitale tutta da sfogliare. «E' un'operazione che nemmeno il Louvre può permettersi», conclude Sgarbi annunciando che a settembre del prossimo anno, sempre al Grimani, saranno esposte anche le statue di Leptis Magna. Prima dell'estate invece sarà il momento della collezione Koelliker e a marzo, dopo i fiamminghi, il turno di Canaletto. Non basta? E allora si passa alle neo-restaurate gallerie dell'Accademia che in concomitanza con la Biennale, in attesa di essere allestite definitivamente, ospiteranno una rassegna dedicata ai ritratti di Lorenzo Lotto e ai maestri della psicanalisi. «Come ha intuito Bernhard Berenson che ha scoperto Lotto nell'anno in cui Sigmund Freud ha partorito le sue teorie sulla psicanalisi conclude il critico Lotto è un pittore contemporaneo e quindi si collega alle opere di Fausto Pirandello, figlio di Luigi e alle composizioni di Lucian Freud, nipote di Sigmund». A concludere l'Accademia ospiterà la galleria dei grandi veneziani legati all'anno vasariano: Tintoretto, Veronese e Tiziano