Mentre la mozione di sfiducia presentata alla Camera slitta alla prima settimana di dicembre per questioni di calendario, il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi deve fronteggiare due problemi. Il primo riguarda la "sfiducia", firmata da 600 intellettuali, tra scrittori, architetti, urbanisti e archeologi che gli imputano di essere stato un "ministro fantasma". Il secondo è la mozione firmata da Antonio Di Pietro che chiede conto al suo dicastero dei denari spesi dal suo dicastero. Il ministro si difende. "La presentazione alla Mostra di Venezia del film di coproduzione italo-bulgara Goodbye Mama è stata patrocinata dal ministero. Nessun costo, diretto o indiretto, è stato sostenuto dal ministero per l'organizzazione di questo premio speciale".