Ma slitta la mozione di sfiducia. Dopo i parenti, l'attrice bulgara Il ministro è ormai isolato. L'ultima grana: «Riconoscimento ad hoc per la Bonev» La mozione personale di sfiducia slitta a chissà quando, prima c'è il nodo dell'università. Le polemiche no. Anzi, tendono ad aumentare ogni giorno che passa, al punto da indurre Sandro Bondi, finito nel mirino dell'opposizione e dei finiani, ad accusare la «solitudine del ministro». Perché se in pubblico il titolare dei Beni culturali, entrato nel vortice denigratorio dopo il crollo di Pompei e proseguito con le presunte assunzioni facili di parenti al ministero, parla di una «violenta campagna di stampa finalizzata a distruggere la mia immagine pubblica», in privato si sarebbe lamentato del fatto di essere stato "lasciato solo" dal partito e dai colleghi dell'esecutivo. Insomma, dopo la solidarietà dei primi giorni, sono "tutti spariti", impegnati, magari, a soccorrere Mara Carfagna, ministro per le Pan Opportunità. E l'ultima bordata, fatta partire dal Fatto Quotidiano e dal Corriere della Sera, lo ha indotto a ricorrere alle vie legali. «Gli articoli pubblicati dai due quotidiani», dice Bondi, «dimostrano a quali bassezze è giunta l'informazione nel nostro Paese. Da circa un anno sono sottoposto ad una violenta campagna di stampa finalizzata a distruggere la mia immagine pubblica, una campagna di stampa che coinvolge ora anche la mia vita familiare con gravi diffamazioni nei confronti della mia compagna Manuela Repetti». E veniamo, allora, alla goccia che ha fatto traboccare il vaso. Stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano il ministro Bondi avrebbe chiamato il direttore generale del ministero dei Beni culturali, Nicola Borrelli, per chiedergli di «inventare un premio» a Venezia per Michelle Bonev, «un'amica molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi». Fatto sta che la Bonev, attrice e produttrice, si presenta a Venezia con «Goodbye Mama», opera prima, e vince un «Premio speciale della Biennale», assegnato da «Action for Women». Alla cerimonia partecipano due ministri, un sottosegretario e una deputata. Tra loro c'è il ministro Giancarlo Galan. «Berlusconi mi ha dato un incarico preciso: salutare con calore e affetto Michelle Bonev». La Bonev era già stata al centro di uno scandalo. Secondo le intercettazioni sarebbe stata «imposta» al Dopo-festival di Sanremo da Agostino Saccà, ex direttore generale Rai. Al Lido, a consegnarle il premio, è stata la Carfagna. Il ministro Bondi, ovviamente, smentisce la ricostruzione su Venezia. «È una storia completamente inventata, sono fantasie, frutto di imbarbarimento. Il Fatto ne risponderà in tribunale». La stessa cosa ha deciso di fare la sua attuale compagna, nonché deputata del PdL, Manuela Repetti, finita nel calderone delle polemiche per presunti finanziamenti erogati dal ministero al suo ex marito. Secondo le ricostruzioni del Fatto, avrebbe «beneficiato» dei fondi del Fus. Anche lei, ovviamente, ha deciso di ricorrere alle vie legali. Intanto anche il mondo accademico ha deciso di «sfiduciare» il ministro. Al grido di «No alla morte della cultura» circa seicento intellettuali hanno firmato e lanciato la campagna contro il titolare del ministero dei Beni Culturali. Secca la replica del ministro. «L'appello dei seicento tecnici, urbanisti ed ex sovrintendenti a favore delle mie dimissioni», afferma Bondi, «è importante perché è l'espressione di un mondo che nulla ha a che fare con la vera cultura».
Ora Bondi rischia sul serio
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, è ormai isolato dopo la mozione di sfiducia. La sua situazione è aggravata dalla campagna di stampa contro di lui, che coinvolge anche la sua vita familiare. Il ministro ha accusato la stampa di una violenta campagna di distruzione della sua immagine pubblica, che coinvolge anche la sua compagna Manuela Repetti. La campagna di stampa è stata scatenata dopo che il ministro avrebbe chiesto di inventare un premio a Venezia per Michelle Bonev, un'amica di Berlusconi. La Bonev aveva vinto un premio speciale della Biennale, assegnato da Action for Women.
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