Dopo i sigilli alla chiesa della Gancia, in pericolo un altro monumento storico Sigilli a un altro pezzo della città monumentale nel degrado: i vigili del nucleo tutela patrimonio artistico hanno sequestrato larco della Zisa, struttura delletà arabo-normanna che rischia di crollare. La strada è stata chiusa al traffico. Dal 2007 le segnalazioni della Soprintendenza, del parroco e dei vigili urbani al Comune sono rimaste inascoltate. Rischio di crollo, sigilli anche allarco della Zisa Da tre anni segnalazioni e denunce sulla struttura pericolante: tutte cadute nel vuoto Il giorno dopo aver messo i sigilli alla chiesa della Gancia, il cui soffitto ligneo rischia di crollare, i vigili del nucleo tutela patrimonio artistico tornano in azione per sequestrare un altro monumento della città a rischio di crollo: larco della Zisa. La struttura storica, annessa alla chiesa convento dellAnnunziata, è stata sequestrata su richiesta della Procura per scongiurare i danni derivanti da un possibile crollo. Larco pericolante è una minaccia per automobilisti e motociclisti che quotidianamente percorrono il tratto di strada sottostante. La soprintendenza ai Beni culturali e lufficio Centro storico del Comune hanno così deciso di chiudere al transito il tratto che collega via della Zisa con via dei Mulini e via Whitaker, dirottando il traffico sulla parallela via Eugenio lEmiro. I vigili del nucleo, coordinati dallispettore Giuseppe Crucitti, hanno accertato che larco, sottoposto a vincolo monumentale, è gravemente danneggiato: in particolare, i conci di tufo che compongono larcata centrale sono quasi del tutto distaccati. Il provvedimento di sequestro, su richiesta del sostituto procuratore Amelia Luise, è stato siglato dal gip Riccardo Ricciardi: laccusa, al momento nei confronti dignoti, è di «danneggiamento al patrimonio storico-artistico della Nazione e omessa manutenzione». Si chiude così, almeno per il momento, una vicenda aperta fin dal 2007, anno in cui è iniziato il susseguirsi di richieste dintervento mosse dalla Sovrintendenza e dalla polizia municipale nei confronti del Comune, che evidenziavano la situazione di degrado dellarco, la cui prima edificazione risale allepoca arabo-normanna. Una denuncia, datata 22 novembre 2007, è partita anche da padre Francesco Calvaruso, parroco della chiesa di Santo Stefano Protomartire alla Zisa. Ma tutti i solleciti, sino a ora, sonocaduti nel vuoto. Ieri, il sequestro durgenza ordinato dalla Procura, allindomani di quello scattato, per la chiesa della Gancia, in via Alloro. «Loperazione allarco della Zisa - afferma il comandante della polizia municipale Serafino Di Peri - assieme a quello della chiesa di Santa Maria degli Angeli alla Gancia - prolunga la nostra convinta attenzione mirata a salvaguardare i beni monumentali della città di Palermo. I nostri sforzi non si esauriranno - aggiunge Di Peri - poiché sono convinto che la difesa delle bellezze architettoniche rappresenti un dovere istituzionale».