Il 28 Torino Film Festival aprirà il sipario stasera su uniniziativa di protesta, tra immagini, slogan e volantini. «Prevediamo qualcosa di spettacolare, ma anche di sobrio e incisivo, di sabaudo insomma» dice il regista Davide Ferrario, portavoce dellassociazione 100 Autori Piemonte, sezione regionale del movimento che ha di recente occupato il red carpet al Festival del Cinema di Roma. Daccordo con il direttore Gianni Amelio, cineasti, musicisti, attori, macchinisti, lavoratori dello spettacolo e della cultura troveranno una voce comune per testimoniare angosce e preoccupazioni sulle sorti di un settore fortemente minacciato dai tagli. «Non possiamo che concordare con le idee espresse dal presidente Napolitano qualche giorno fa: la crisi cè e tutti dobbiamo farcene carico, ma non si può farlo attraverso la mortificazione della risorsa di cui lItalia è più ricca, la cultura» continua lautore di "Dopo mezzanotte", il celebrato film del 2004 che si svolgeva allinterno della Mole Antonelliana. E proprio ieri la Mole, occupata da un migliaio di studenti che hanno apposto striscioni e gridato slogan, è stata al centro di una manifestazione di solidarietà della stessa associazione con gli studenti e ricercatori che stanno occupando lUniversità. Dal pomeriggio, un gruppo di filmaker ha raggiunto i manifestanti che da alcuni giorni occupano il tetto di Palazzo Nuovo per installarvi un grande proiettore che rimandava sulla cupola del monumento sede del Museo del Cinema immagini di 20 metri x 20, sia delle proteste in atto in questi giorni che delloccupazione in tempo reale. «Abbiamo pensato di dimostrare la nostra solidarietà al movimento con gli strumenti che ci sono propri e nel solo modo che conosciamo - continua Ferrario. - Stasera la protesta andrà in scena in due momenti distinti. Uno più concreto, quando durante la conferenza stampa inaugurale, intorno alle 20, ci sarà spazio per approfondimenti. Con Valter Vergnano ed Evelina Christillin, responsabili del Regio e del Teatro Stabile, chiederemo conto della situazione agli amministratori pubblici. Poi ci sarà una sorta di proiezione, un momento più spettacolare insomma, con improvvisazioni che accompagneranno la protesta». Solidale con il mondo delluniversità e del cinema è anche Luciana Littizzetto: «Mi dispiace di non avere potuto partecipare ieri alla protesta e salire sul tetto di Palazzo Nuovo, ma - ha fatto sapere - sono comunque schierata con i 100 Autori».