Il presidente dell'associazione culturale Pozzo Sella lancia l'allarme: «Quanto accaduto nei giorni scorsi è solo la punta di un iceberg». «Il crollo nella laveria Lamarora può ora provocare il ribaltamento dei muri perimetrali e, dunque, la perdita definitiva dello stesso magazzino». Questo il grido di allarme lanciato alle istituzioni da Giampiero Pinna, presidente dell'associazione Pozzo Sella. Lo ha messo nero su bianco in un'informativa indirizzata a tutti gli enti incaricati di vigilare sui beni culturali dalle locali (Comune di Iglesias, Regione, Provincia, Soprintendenza, Corpo Forestale, Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimoni) fino a Roma. Ora che nella costa di Nebida nel monumento simbolo del Parco Geominerario ha ceduto l'arcata terminale sinistra, collegata al muro perimetrale del magazzino dei minerali lo sanno anche il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi e quello dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, cioè il ministero da cui dipende il Parco Geominerario. IL RACCONTO. «Ero presente nei pressi della laveria Lamarmora, assieme ad altri volontari impegnati nel completamento della cartellonistica nel Sentiero dei cinque faraglioni - racconta Pinna- il crollo scoperto sabato scorso è solo la punta dell'iceberg, il degrado è diffuso in tutta la struttura: cadono pietre angolari anche dal camino dei forni». L'ex commissario del Parco Geominerario parla anche di soldi: «Risulta al sottoscritto, per averlo disposto personalmente a suo tempo, che nel programma attività per il 2009 dello stesso Consorzio erano stati stanziati 650.000 euro proprio per il recupero della laveria Lamarmora e che le stesse risorse finanziarie non risulta siano state ancora impiegate nel corso degli ultimi due anni». IL GEOPARCO. Da Villa Pertusola intanto correggono il tiro. Con Igea: «Non esistono scontri - precisa Nino Granara, successore di Giampiero Pinna ai vertici del Parc - da tempo è avviata una collaborazione basata su termini di lealtà e fiducia per operare nell'interesse del territorio». La responsabilità attribuita ieri da Granara all'Igea «non riguardava certo il crollo nella laveria ma si voleva solo specificare la titolarità del bene». LA SOPRINTENDENZA. Qualcosa sembra che comunque si stia muovendo in soccorso della laveria. La Soprintendenza per i beni architettonici conferma di avere preso in mano la situazione: «L'intervento - spiega il soprintendente Gabriele Tola - è di urgenza, partirà al più presto: stiamo aspettando delle risposte da Igea e Parco».
SARDEGNA - Appello di Giampiero Pinna alle istituzioni per salvare il monumento di Nebida La laveria rischia di crollare. Ancora inutilizzati i 650 mila euro finanziati dal Geoparco.
Il presidente dell'associazione culturale Pozzo Sella, Giampiero Pinna, ha lanciato un allarme per il crollo nella laveria Lamarora, che potrebbe provocare il ribaltamento dei muri perimetrali e la perdita definitiva dello stesso magazzino. Pinna ha inviato un'informazione a tutte le istituzioni incaricate di vigilare sui beni culturali, tra cui il Comune di Iglesias, la Regione, la Provincia, la Soprintendenza e il Corpo Forestale. Il crollo è avvenuto nella costa di Nebida nel Parco Geominerario, e il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi e quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto notizie del crollo.
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