La preziosa statua si trova al Getty Museum di Malibù. Prestiti internazionali in cambio di sofisticate tecnologie americane di ultima generazione per la salvaguardia dei più importanti reperti archeologici. Il museo archeologico San Nicola di Agrigento, primo fra i musei italiani, grazie ad un progetto internazionale dell'archeologo Giuseppe Castellana, ha iniziato a dotarsi di costosi basamenti antisismici, in grado di assorbire anche le più forti scosse telluriche difendendo in questo modo l'integrità dei reperti che il più delle volte a causa dei terremoti subiscono, se non la completa rovina, importanti danneggiamenti. Il primo importante reperto archeologico ad essere dotato di base antisismica è stato il cratere dei Niobidi o "cratere grande di Gela" che, di ritorno da un'esposizione negli Usa al Getty Center, è arrivato al museo di Agrigento accompagnato da una base antisismica del peso di oltre 700 chilogrammi. Il progetto di prestito internazionale di alcuni dei "gioielli" di Agrigento è stato elaborato dall'archeologo Castellana, già direttore del museo per circa un decennio, che in queste settimane ha fatto la spola tra la Sicilia e gli Stati Uniti, esattamente a Los Angeles presso il "Paul Getty Museum" di Malibù per seguire personalmente tutte le operazioni. In questo momento l'importante istituzione museale americana ha in esposizione il "nostro" Efebo o Kouros, pezzo tra i più pregiati della collezione museale agrigentina ed anche in questo caso, prima dell'esposizione al pubblico americano, secondo un preciso protocollo siglato tra la Direzione Regionale dei Beni Culturali e il Getty Center, i tecnici americani hanno dotato la statuetta di marmo bianco raffigurante un giovanetto greco del 470 avanti Cristo, del previsto supporto antisismico. Supporto che rimarrà definitivamente collegato al reperto anche quando quest'ultimo rientrerà ad Agrigento al termine dell'esposizione americana. Nella Città dei Templi invece, nelle scorse settimane è stata installata la base antisismica al cratere di Niobidi collocato nella sala Gela del museo archeologico con la consulenza di un esperto americano, Jerry Podany: impianto che costituisce l'orgoglio dell'avanzatissima tecnologia del "Paul Getty Museum" in una regione, la California, spesso al centro di eventi tellurici di grande intensità. LORENZO ROSSO 25112010