Una zona naturalistica unica, un patrimonio storico e archeologico Un'oasi per testuggini e cormorani UN TESORO immenso di storia e archeologia, un ecosistema di grande bellezza, un luogo dove vivono animali rari e specie protette. È anche questo la grande Riserva del Litorale dove, in pochi lo sanno, si è stabilita la testuggine palustre, e dove i cormorani svernano nel loro migrare stagionale. Il Parco costituisce una delle aree protette più grandi del Mediterraneo, ed è composto di macchia, aree umide, dune, presenti in special modo nella zona di Castelporziano (famosa anche per i daini), dove si trovala tenuta del presidente della Repubblica. Nella riserva, oltreché una vasta gamma di uccelli e di pesci che abitano il Tevere, si è riprodotto anche un rarissimo coleottero, detto Dytisside. Tra i tesori archeologici presenti nell'area, il porto di Traiano, Ostia Antica e la Necropoli dell'Isola Sacra. Emetterà i primi vagiti all'inizio del mese prossimo, nella sede del ministero dell'Ambiente, in un tavolo dove siederanno il ministro Altero Matteoli e i rappresentanti dei Comuni di Roma e Ciampino. L'area protetta del Litorale è un'utopia divenuta realtà, è il sogno di generazioni di ecologisti, Antonio Cederna in testa, che si realizza, anche se dopo una lunga traversata nel deserto della burocrazia. Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità, lunedì scorso, il piano di gestione della Riserva, mettendo un'ideale recinzione attorno a 8 mila ettari (altri 8 mila cadono nel territorio di Fiumicino) da Castel di Guido a Capocotta. Nasce l'area protetta più grande del Mediterraneo, un tesoro di grande valore ambientale con pinete, macchia, zone umide. Un territorio di enorme pregio archeologico, grazie a quelle meraviglie che sono il porto di Traiano, la necropoli dell'Isola Sacra lungo la via Severiana, e Ostia Antica, uno scrigno d'arte e di storia che si tuffa nel Tevere. Fiumicino aveva approvato da tempo il piano per i suoi 8 mila ettari, Roma è arrivata dopo. Questioni di armonizzazione con il piano regolatore, spiegano in Campidoglio. Ma adesso la riserva, che abbraccia ben cinque municipi, è una realtà. Anzi, è un'entità ancora più grande di quella prevista nel vecchio piano della Regione. Non era scontato che finisse così. «Gli errori materiali - spiega il coordinatore della maggioranza, Silvio Di Francia - come i tentativi di mettere fuori dall'area protetta ampi pezzi di territorio sono stati tantissimi. Ma, alla fine, abbiamo portato a casa una Riserva di 8 mila ettari che tanti non volevano. E rispetto alla vecchia proposta abbiamo aggiunto ben 119 ettari». Così è stato ampliato Castelporziano e messe sotto tutelale dune. Il parco è stato allargato alla pineta X Giugno di Ostia, al verde e alla spiaggia di Torvajanica e, al contrario di quanto voleva il XIII municipio, è stata preservata anche Piana del Sole, strappando quest'ultimo lembo di terra romana alle inondazioni e all'abusivismo. Così, 8 mila ettari di boschi, stagni, spiagge e argini del Tevere, dove ancora riescono a trovare riparo animali oramai in via d'estinzione, saranno sottratti al cemento. Grazie a delle norme che suddividono il territorio in quattro aree: di tutela integrale quella denominata "A" che racchiude le dune di Capocotta e il cuore di Castelfusano. La " B" avrà percorsi archeologici e naturalistici, la terza zona promuoverà lo sviluppo agricolo, la quarta l'agriturismo, e interventi per lo sviluppo economico e sociale compatibile con la riserva. «Con l'approvazione del Piano - spiega Veltroni - si stabilisce una risposta in termini di regole per una delle più grandi aree naturali del Paese: si tratta di sedi-cimila ettari, di cui oltre la metà ricadenti nel Comune di Roma, che potranno essere gestiti secondo criteri di forte tutela ambientale e storico-archeologica, favorendo al tempo stesso una fruizione da parte dei cittadini in armonia con l'ecosistema». Non sono mancate le polemiche, però. Chi voleva spazio per O cemento, ha cercato di lavorare nell'ombra, ma senza successo. Dall'altro versante, qualche ecologista ha alzato la voce, ha parlato di «segnale devastante», perché, sosteneva, «le aree protette si possono tagliare nel caso si voglia costruire». «La verità -ragiona l'assessore all'ambiente, Dario Esposito - è che è stato portato a casa un risultato osteggiato per tanti anni». E Di Francia: «Siamo riusciti ad ampliare di quasi 125 ettari il perimetro della Riserva rispetto alle decisioni del decreto ministeriale, a fronte di una diminuzione di soli 5,3 ettari. E i pochissimi punti controversi potranno essere osservati dai cittadini. Chi, di fronte a questi dati parla di rischio di cementificazione, ha una percezione malata della realtà e fa speculazione politica». La Riserva inizia ad intravedersi. L'appuntamento è nella sede del ministero dell'Ambiente, all'Inizio del mese prossimo. Altero Matteoli dovrà analizzare, con gli assessori competenti dei Comuni di Roma e Fiumicino, i piani di gestione della Riserva elaborati dalle due città. Poi, l'area naturale protetta più grande d'Italia potrà finalmente decollare.
S'avvera il sogno degli ecologisti, nasce la Riserva del Litorale. Dopo anni di scontri, il Campidoglio approva il piano.
La Riserva del Litorale è un'area protetta di 8 mila ettari che copre una vasta gamma di territori, tra cui macchia, aree umide, dune e pinete. È stata approvata dal consiglio comunale di Roma e Fiumicino, che ha stabilito una gestione integrale per l'area, con quattro aree: di tutela integrale, percorsi archeologici e naturalistici, sviluppo agricolo e agriturismo, e interventi per lo sviluppo economico e sociale. La riserva copre ben cinque municipi e include tesori archeologici come il porto di Traiano, Ostia Antica e la Necropoli dell'Isola Sacra.
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